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Tasi, primo accordo governo-Comuni aliquote più alte in cambio di detrazioni

ROMA — Rincara la Tasi, la nuova tassa sulla casa e arrivano maggiori risorse per i Comuni che potranno beneficiare di una parte del gettito dei capannoni. L’intesa di massima è stata raggiunta ieri al ministero dell’Economia, in un vertice tra Saccomanni, il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio e il presidente dell’Anci Piero Fassino.
«Da parte del governo c’è stato il riconoscimento della fondatezza delle nostre richieste sulla copertura delle detrazioni e sulla copertura del minor gettito» dovuto al passaggio dall’Imu alla Tasi, ha detto Fassino che ha anche quantificato in «un miliardo » l’impegno del governo. Segnali positivi confermati anche dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta: «Passo in avanti importante, ci vedremo martedì 28, dopo aver fatto i conteggi, per dare la nostra valutazione ». La soluzione sarà contenuta in un decreto legge che sarà varato entro fine mese.
Di fatto il braccio di ferro tra governo e Comuni si risolve con un compromesso che dà la possibilità ai Comuni di introdurre le detrazioni (attualmente, a differenza della vecchia Imu non sono previste) per le famiglie povere e disagiate, come aveva proposto Palazzo Chigi, a fronte dell’applicazione di una aliquota mobile aggiuntiva massima dello 0,8 per mille che potrà essere spalmata su prima e seconda casa a discrezione dei sindaci. In tutto dovrebbero arrivare nelle casse dei Comuni, con il vincolo obbligatorio di utilizzare queste risorse per le detrazioni, tra 1,6 e 2 miliardi.
L’altro aspetto dell’accordo riguarda le risorse aggiuntive che i Comuni hanno chiesto (circa 1-1,5 miliardi) per compensare il passaggio tra la disciplina dell’Imu  quella nuova della Tasi che ha ridotto il gettito. Per far fronte a questa necessità i Comuni hanno chiesto e ottenuto parte delle risorse provenienti dalla tassa sui capannoni che attualmente vanno direttamente nelle casse dello Stato centrale. La cifra esatta che andrà ai Comuni verrà dalle proiezioni sulle entrate fiscali, in calo per la crisi economica, che ha colpito in particolare le aziende: «Sarà una quota parte dei 4-4,5 miliardi di gettito complessivo dell’Imu capannoni», dice il sottosegretario Baretta.
Che cosa cambierà per i contribuenti? L’aumento delle aliquote della Tasi, che si calcola sulla rendita catastale, sarà di una addizionale costituita da una quota mobile con un tetto dello 0,8 per mille da aggiungere alle aliquote fino ad oggi previste (del 2,5 per mille per la prima casa e del 10,6 per mille per la seconda). I Comuni, per il 2014, saranno liberi di applicare l’addizionale mobile: di conseguenza l’aliquota della Tasi sulla prima casa potrebbe salire oltre il 2,5 per mille, fino al 3,3 per mille, così come quella sulla seconda casa e gli altri immobili potrebbe salire ben oltre l’attuale soglia del 10,6 per mille, fino teoricamente all’11,4 per mille.
L’obbligatorietà per i Comuni di riversare il maggior gettito proveniente dall’aumento delle aliquote alle detrazioni per famiglie e ceti deboli, è la maggiore novità della misura che, secondo i primi calcoli della Uil Servizio politiche territoriali, porterà la detrazione media a 88 euro. Si tratta di una cifra che somma i 25 euro di detrazioni consentite dai 500 milioni della legge di Stabilità all’intero aumento delle aliquote che potranno mettere in atto i Comuni con la nuova Tasimobile: il che significa 63 euro medi.
Intanto domani, il cosiddetto «venerdì nero», è l’ultimo giorno per il pagamento della mini-Imu e della maggiorazione Tares-rifiuti: circa 9 milioni di italiani in fila ai Caf, in banca o alle poste. Lo spettro Imu sta scatenando l’elusione: sono sempre di più i coniugi, ha detto il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, che dichiarano di vivere in due residenze diverse per pagare meno Imu. «E’ una patologia fiscale, dove scopriamo, interveniamo », ha detto Befera.

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