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Tasi e canone, c’è il voto di fiducia

ROMA Come previsto saranno il maxiemendamento del governo e il voto di fiducia a chiudere oggi l’esame della Legge di Stabilità in Senato. Ieri l’Aula ha concluso la discussione generale ed il governo, per accorciare i tempi del dibattito sui singoli passaggi della manovra, benché non vi fosse ostruzionismo, ha presentato un emendamento che raccoglie in un solo articolo tutto il testo della Stabilità uscito dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama ed ha chiesto di legarvi il voto di fiducia.
Rispetto al testo varato dal governo le modifiche del Senato sono molto marginali, anche se molto numerose e di carattere prevalentemente micro-settoriale, con una pioggia di interventi disparati di finanziamento. Gli aggiustamenti più importanti decisi dal Senato, in attesa di quelli previsti alla Camera sul Sud, le pensioni e le imprese, riguardano fondamentalmente la casa. L’abolizione dell’Imu e della Tasi sull’abitazione principale è stata estesa alle case date in comodato ai figli, ai genitori o ai parenti disabili, ma anche ai militari e alle forze dell’ordine che per ragioni di servizio non vivono nella casa di proprietà.
Per chi affitta a canone concordato è previsto uno sconto del 25% su Imu e Tasi, mentre arriva un giro di vite sulle locazioni in nero. I contratto dovranno essere registrati entro 30 giorni e sono nulli gli accordi che prevedono un canone superiore a quello registrato. Confermato l’aumento a 5 mila euro del tetto all’uso del contante, governo e maggioranza hanno rettificato il tiro sui “money transfer”, riportando a mille euro il tetto, mentre il premier, Matteo Renzi, ha confermato ieri l’impegno nella lotta contro l’evasione. «È morta, se scommettiamo sull’innovazione telematica» ha detto Renzi, raccontando il caso di un sessantenne romano senza redditi che da un incrocio delle banche dati risulta proprietario di 833 autovetture, «che stiamo andando a trovare in queste ore».
Tra le altre novità della manovra la possibilità di pagare il canone Rai in dieci rate (ma nessuno spiega come, visto che le bollette elettriche che lo assorbiranno sono bimestrali) e l’estensione della platea degli esenti. Il limite di reddito lordo per gli anziani oltre 75 anni passa da 6.700 a 8 mila euro annui. Per i neo papà scatta invece l’obbligo di un congedo parentale di due giorni, mentre è stato rinnovato il voucher per le baby sitter. Il Fondo ordinario delle Università sale di 25 milioni nel 2016 e di 30 nel 2017, e si prevedono deroghe per l’assunzione di ricercatori, anche negli enti di ricerca. Il Senato ha stanziato più fondi per le scuole paritarie, 497 milioni nel 2016 contro i 500 dell’anno in corso, ma anche 10 milioni per l’acquisto di libri di testo e materiale didattico anche digitale, e 5 milioni per le scuole musicali non statali.
I tagli ai Caf e ai patronati vengono sensibilmente ridotti (da 100 a 40 milioni per i primi e da 48 a 28 milioni per i secondi), mentre sono stati stanziati 160 milioni per il terremoto dell’Emilia, 30 per la Lombardia, 3 per la proroga dei contratti della ricostruzione de L’Aquila. Rinunciato al tentativo di ridurre l’Iva sul pellet per riscaldamento dal 22 al 10%, perché troppo costoso, il Senato alla fine ha deciso l’aumento dell’aliquota per le cooperative sociali, che sale dal 4 al 5%.
La lunga notte della Stabilità in Commissione Bilancio, ha partorito anche decine e decine di piccolissimi interventi. Ci sono soldi per il Gp di Monza, per le olimpiadi dei disabili, per il recupero delle vecchie reti ferroviarie da trasformare in piste ciclabili, per l’Ente dei sordi e la Biblioteca dei ciechi, ma anche per la lotta alla Sla e per i Parchi Nazionali, per gli Italiani nel mondo, e per la classica proroga dei collaboratori scolastici ex Lsu di Palermo, per la scuola europea di Parma, il fondo nazionale dei genomi, ma anche per il settore bieticolo-saccarifero.

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