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Tariffe solo per attività tecnica

Le tariffe professionali degli avvocati sono applicabili solo per quelle attività tecniche oggettivamente proprie della professione legale in quanto specificamente riferite alla consulenza o assistenza delle parti in affari giudiziari o extragiudiziali, e non anche per la partecipazione ad un collegio sindacale di una società di capitali.

Lo hanno sottolineato i giudici della seconda sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 22761 dello scorso 27 ottobre.

I giudici di piazza Cavour hanno, quindi, evidenziato che non possono essere applicate le tariffe professionali degli avvocati, solo perché rese da un legale iscritto all’albo, alle prestazioni svolte nell’ambito di una commissione mista, come un collegio sindacale, i cui atti siano imputabili in via del tutto esclusiva all’organo collegiale.

Gli Ermellini, si sono attenuti al principio secondo il quale: «L’incarico di componente dal collegio sindacale anche nella società cooperativa è, ai sensi dell’art. 2402 cod. civ. (…), necessariamente oneroso, in quanto non riflette solo interessi corporativi, ma concorre a tutelare, a garanzia dei terzi e del mercato, la serietà, l’indipendenza e l’obiettività della funzione; ne consegue che, ove l’entità del compenso non sia stabilita nell’atto costitutivo né fissata dall’assemblea, il giudice che ne sia richiesto (…) ha l’obbligo di procedere alla sua determinazione, ai sensi dell’art. 2233 cod. civ.».

Pertanto, in ossequio anche a recenti pronunce giurisprudenziali, per il compenso degli amministratori di società di capitali, ai sensi dell’art. 2389, primo comma cod. civ. (nel testo vigente prima delle modifiche, non decisive sul punto, di cui al dlgs n. 6 del 2003), qualora non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio.

Per quanto riguarda, infine, la natura giuridica del compenso corrisposto agli amministratori, parte della dottrina ha ritenuto che il compenso stabilito in misura fissa abbia carattere retributivo per l’amministratore e natura di spesa per la società, per quanto riguarda, invece, la partecipazione agli utili andrebbe a rappresentare semplicemente l’indennizzo di una carica, un trattamento che si avvicina a quello dell’azionista.

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