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«Tariffe Rc auto ingiuste, devono scendere»

Ispezioni, controlli, sanzioni ma anche sollecitazioni ad investire di più nel sostegno all’economia. Il passaggio della Vigilanza sulle assicurazioni alla Banca d’Italia, la confluenza del vecchio Isvap nel nuovo Ivass, significa per ora tutto ciò. Così le compagnie assicurative, «principali investitori istituzionali del Paese», sono chiamate a partecipare all’evoluzione della struttura finanziaria «verso un assetto che veda ridotta la dipendenza delle imprese dal credito bancario». E sono altresì sollecitate a rimettere ordine nelle tariffe della Rc Auto, i cui elevati livelli sono una «grave ingiustizia».

Nella sua relazione annuale, la prima per l’Ivass, il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, in qualità di presidente della nuova autorità assicurativa, ha svolto un’analisi a tutto campo che da una parte sollecita la riduzione delle tariffe e dall’altra conferma il progressivo avvicinamento della vigilanza sulle compagnie a quella prudenziale già applicata sulle banche con il conseguente inasprimento delle sanzioni, l’ampliamento delle ispezioni e la maggiore considerazione per la governance e l’organizzazione. Per non parlare della nuova «alta attenzione» indirizzata sulla vendita abbinata di polizze assicurative e mutui bancari e del faro acceso — secondo le modalità di indagine di Bankitalia «indirizzata alla salvaguardia della sana e prudente gestione delle imprese» — «sull’importante processo di ristrutturazione del gruppo Generali» e «sulla seconda fase del progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Fondiaria-Sai».

A proposito «dell’amplissimo divario» fra i livelli tariffari dell’Rc Auto prevalenti in Italia e in altri Paesi europei, «il fenomeno, di vecchia data, sta assumendo una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano», ha detto Rossi chiedendo soluzioni radicali e durature. «Le tariffe possono e debbono scendere» ha spiegato annunciando l’avvio di un’iniziativa comune con l’Antitrust. Quanto al livello delle tariffe l’Ivass lo scorso 18 giugno ha comunicato i dati della nuova indagine aggiornata al primo aprile da cui si evidenzia come permanga e si accresca «il divario tra le tariffe praticate nelle regioni settentrionali ed in quelle centro-meridionali» e si nota anche come negli ultimi 12 mesi l’aumento più elevato «sia stato pari al 12% per un diciottenne di sesso femminile con autovettura di 1300 di cilindrata alimentata a benzina, in classe bonus-malus 14, massimale minimo di legge. Il premio medio ponderato per il corrispondente profilo maschile è invece diminuito del 6,4%».

Capitolo importante, in cui sono in vista importanti giri di vite, quello delle sanzioni, ammontate nel 2012 a 50 milioni e le ispezioni. In particolare già nei primi mesi del 2013 sono stati avviati 11 accertamenti in loco, in aggiunta ai nove disposti nel 2012.

Quanto all’attività di investimento delle compagnie assicurative — un settore che nel 2012 «ha prodotto utili per quasi sei miliardi» e ha una dotazione patrimoniale pari al doppio di quanto richiesto per il ramo-vita e 2,8 volte nel ramo danni, su livelli simili a quelli precrisi — il portafoglio, a copertura delle riserve, è investito per oltre il 60% in titoli pubblici. «Può ancora crescere la presenza di attività private: a fine 2012 le obbligazioni — in prevalenza bancarie — assorbivano meno di un quarto del portafoglio» ha osservato ancora Rossi .

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