Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tariffe, partita ancora aperta

di Maria Carla De Cesari

Cancellate, abrogate per dirla con un termine tecnico, le tariffe. Preventivo scritto obbligatorio circa il costo delle prestazioni. Tirocinio, non più lungo di 18 mesi, gestito dalle università, effettuato durante il corso di laurea magistrale. La bozza del decreto legge sulle liberalizzazioni circolata ieri pomeriggio conferma le misure della prima stesura, volute dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Il testo che verrà sottoposto domani all'approvazione dei ministri, quindi, mantiene le misure più spinte della strategia di liberalizzazione. Sarà il Consiglio dei ministri a decidere sulle tariffe: in modo aperto verranno esaminate le ragioni per l'abrogazione completa e quelle che consigliano la conferma come parametro per il giudice e per la pubblica amministrazione.
Per gli Ordini è importante che il riferimento alle tariffe resti almeno per quanto riguarda i compensi collegati a commesse della pubblica amministrazione e per la liquidazione delle parcelle da parte del giudice. In questo modo le tariffe – non più vincolanti non solo nei minimi ma anche nei massimi – continuerebbero a essere un parametro anche per i clienti.
Quanto al tirocinio, la gestione in concorrenza da parte delle università costituisce un vulnus al ruolo degli Ordini.
Lunedì, gli Ordini hanno incontrato il ministro ministro della Giustizia, Paola Severino, e si era profilata la possibilità di un ammorbidimento nelle posizioni del Governo: sì alle tariffe come parametro per il giudice e per le amministrazioni e alla pratica universitaria, ma per non più di sei mesi.
Su questo punto, il compromesso informale prescindeva dagli aspetti tecnici relativi all'ipotesi di tirocinio in università: infatti, l'articolo, per come è scritto, è di difficile attuazione. Manca il raccordo con gli Albi, in particolare per quanto riguarda l'iscrizione al Registro dei praticanti per gli universitari che svolgono il tirocinio durante il corso di studi. Per tacere del fatto che resta da vedere come gli atenei riusciranno a garantire l'«effettività» della pratica, così come si raccomanda nella manovra di Ferragosto.
L'incontro con il ministro Severino era servito agli Ordini per stabilire un confronto con il Governo, così da proporre alcuni correttivi alla manovra sulle liberalizzazioni. Il segnale lanciato dalla maggior parte delle professioni andava nel senso del dialogo: difesa delle peculiarità delle professioni, ma senza difesa di istituti ormai superati.
A sollecitare apertamente i minimi inderogabili sono rimasti gli avvocati per i quali la riforma – continua a ripetere il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa – è rappresentata dal disegno di legge in attesa alla Camera, che prevede, tra l'altro, la riserva della consulenza legale, oltre al ritorno ai valori vincolanti per la parcella.
La bozza circolata ieri conferma le previsioni originarie per quanto riguarda la pianta organica delle farmacie, una ogni 3mila abitanti, cui vanno poi aggiunte le nuove sedi collegate agli abitanti in eccedenza oltre la soglia.
Per i notai la pianta organica è ampliata di 500 posti. In tre anni (entro il 2014) dovranno essere banditi tre concorsi per attribuire 1.500 sedi. Un migliaio di posti è infatti già iscritto nella pianta organica.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa