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Tariffe fisso-mobile, la battaglia dei 4 cent

di Massimo Sideri

MILANO — Un inedito asse tra tre operatori del fisso (Fastweb, Tiscali e Bt) e il più piccolo del mobile, 3, in attacco. Due big del mobile, Vodafone e Wind, che si difendono con un arrocco. E la bicefala Telecom che si può permettere il lusso di stare un po' a guardare alla finestra, essendo sia il principale operatore nel fisso che nel mobile: vada come vada ciò che uscirà da una parte entrerà dall'altra. Una guerra che si rispetti — che potrebbe anche scoppiare oggi di fronte alla commissione Trasporti alla Camera — ha poi un bottino che in questo caso è di 4 centesimi. E per il presidente Mario Valducci potrebbe non essere facile fare da pompiere visto che si tratta sì di soli 4 centesimi, ma al minuto. Moltiplicati per il giro di affari delle telecomunicazioni il risultato è di diverse decine di milioni che in un mercato di vacche magre come questo non sono spiccioli.
Il curioso asse formato dagli operatori fissi e dal «traditore» dei colleghi del mobile ha inviato una lettera ultimatum all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che il Corriere ha potuto avere: il contenuto prevede il taglio delle tariffe di terminazione fisso mobile già nel 2012 dagli attuali 5,3 centesimi per minuto agli 0,98 richiesti dalla Commissione europea attraverso la rocciosa Neelie Kroes. L'argomentazione a favore, oltre alla spalla data dalla Ue, è il confronto europeo che ci vede in fondo alla lista e ben lontani da Paesi come la Francia dove la tariffa di terminazione, in sostanza quella pagata da un operatore a un altro a seconda dell'origine e dell'arrivo della telefonata, è di 2 centesimi.
I vertici di Vodafone, Wind, Tim e 3, dopo che ieri era saltata l'audizione del presidente dell'Agcom Corrado Calabrò, dovranno intervenire oggi in commissione. Ed è probabile che a questo punto Vincenzo Novari sia costretto a svelare le carte. Gli operatori mobili hanno tutto da perdere dal taglio. Quelli del fisso chiaramente da guadagnare. Ma Novari — pur di mantenere il vantaggio che trae dalle tariffe asimmetriche che l'Europa avrebbe già messo sotto la lente e che invece vorrebbe ricevere fino al 2014 in virtù della propria ridotta dimensione (già oggi riceve 6,3, quindi un centesimo in più degli altri) — ha preferito passare dalla parte dei «nemici» del fisso. Il patto col «diavolo» ha però una contropartita: in fondo alla lettera si legge che Fastweb, Tiscali e Bt ritengono giusto per 3 mantenere l'asimmetria: 0,98 centesimi per tutti e 3 centesimi per Novari. L'operatore controllato da Hutchinson Whampoa perderebbe così ben 3 centesimi ma aumenterebbe il distacco dagli altri da 1 a 2 centesimi di euro.
Le tariffe di terminazione erano state pensate a favore degli operatori mobili in un'epoca in cui bisognava stimolare gli investimenti nella nuova rete mobile (quelle tra mobile e fisso, cioè in direzione contraria, sono pari a un decimo: 0,57 centesimi). Ma nel frattempo le parti si sono quasi invertite: gli operatori mobili sono più ricchi e hanno reti più evolute. Quelli del fisso sono «appesi» alle logore reti in rame di Telecom e nel frattempo, con la scusa della crisi, i dibattiti e i tavoli del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, si sono arenati e di reti Ngn non si parla quasi più.
L'Italia è il Paese con il maggiore numero di cellulari e smartphone. Siamo un popolo in mobilità. Ma è probabile che a questa proliferazione abbia contribuito anche il caro-tariffe dal fisso al mobile sicché c'è anche chi ha un cellulare solo per chiamare altri cellulari magari dal divano di casa. Calabrò dovrebbe parlare in commissione Trasporti mercoledì prossimo. Il giorno dopo potrebbe anche dover decidere sulle nuove tariffe di terminazione per le quali aveva previsto una riduzione ma nell'arco dei prossimi 3 anni. La vera scommessa sarà capire se un taglio immediato potrà spingere gli operatori a far risparmiare il cliente finale oppure si trasformerà solo in una redistribuzione tra società. Un obbligo in questo senso non esiste. Ma alcuni operatori fissi più piccoli avrebbero già studiato nuove offerte aggressive senza tetto alle chiamate fisso-mobile. La guerra dei 4 centesimi abbia inizio.
 

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