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Tap vicino al traguardo con 58 paletti

È un pacchetto di 58 prescrizioni quello che la commissione nazionale del ministero dell’Ambiente ha rilasciato per il gasdotto Tap insieme alla Valutazione di impatto ambientale favorevole. Di queste, 32 riguardano il progetto esecutivo e comunque vanno rispettate prima dell’avvio dei lavori, 7 vanno osservate nel corso della costruzione, altre 7 sono relative agli habitat e alle specie faunistiche protette. Seguono poi 7 prescrizioni per i ripristini, 4 la tutela della salute pubblica e altrettante, infine, riguardano le disposizioni finali. Per l’opera che approderà lungo la costa del Salento partendo dall’Azerbajian e attraversando Grecia, Albania e Mar Adriatico, disposta anche una “griglia” di controlli sul rispetto di quanto stabilito dalla commissione nazionale. In particolare, su 24 prescrizioni dovrà vigilare il ministero dell’Ambiente, su 10 la Regione Puglia, su altre 10 Regione Puglia e Arpa Puglia (l’Agenzia per la protezione ambientale) insieme, su 9 l’Arpa, su 2 la competente Autorità di bacino, su altre 2 l’Autorità di bacino e la Regione Puglia insieme, su una, infine, la Regione Puglia con l’Ispra.
Il gasdotto, un’opera da 40 miliardi che fa capo alla società Trans Adriatic Pipeline, attende ora che il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, firmi il decreto di Via. Firma che è in dirittura di arrivo. Dopodichè, comincerà una seconda fase, quella dell’Autorizzazione unica gestita dal ministero dello Sviluppo economico, per arrivare all’ok ai lavori veri e propri. Il gasdotto trasporterà 10 miliardi di metri cubi di gas (raddoppiabili) dall’Azerbajian all’Europa, via Italia, e servirà soprattutto a diversificare l’approvvigionamento delle fonti. È un’opera ritenuta strategica sia dal Governo italiano che dalla Commissione europea e per la quale il premier Matteo Renzi ha annunciato per il 20 settembre una sua visita a Baku, capitale dell’Azerbajian. Ma il gasdotto è avversato dal territorio dove approderà. I sindaci del Salento che contestano l’opera (una trentina a partire da Melendugno nella cui area di trova San Foca, località scelta come punto di approdo) saranno infatti il 13 settembre a Bari per ribadire a Renzi, in Puglia per l’inaugurazione della Fiera del Levante, tutto il loro dissenso. E sia il 13 che il 20 settembre sono anche previste nel Salento due manifestazioni del fronte del no, che mette insieme associazioni e movimenti di varia estrazione. Il gasdotto è un’opera che crea danni ambientali in un’area vocata al turismo e alla pesca: questa la linea dei sindaci e delle organizzazioni. E a gennaio scorso il comitato Via della Regione Puglia aveva detto no al progetto Tap, sebbene si tratti di un parere non vincolante.
In riferimento all’approdo, si legge ora nelle prescrizioni, “dovranno essere eseguiti e approvati tutti i necessari rilievi ed approfondimenti geologici, geotecnici e idrogeologici atti a confrermare la sostenibilità tecnica ed ambientale del micro tunnel”. E ancora: “Dovranno essere altresì valutati i rischi connessi con eventuali insuccessi in fase di realizzazione del microtunnel a causa della possibile presenza di cavità carsiche”. Il microtunnel, di circa 1,5 chilometri, è una delle parti dell’opera. Passando sotto la spiaggia di San Foca, unirà la condotta on shore con quella off shore in Adriatico. «In tutte le aree critiche… dovute all’estrema vicinanza del tracciato con massicci corallini”, “alfine di scongiurare ogni pericolo di possibile interferenza”, anche verso gli “ecosistemi altamente vulnerabili”, “il progetto esecutivo” dovrà prevedere “tassativamente il cosiddetto “varo guidato”». Dovranno essere previsti un piano di sicurezza, uno di emergenza e uno dei sistemi di controllo periodico. Infine, “nei tratti in cui la condotta attraversa o è prossima ad aree caratterizzate dalla presenza di aree umide”, bisognerà “verificare la possibilità di ridurre ulteriormente l’interferenza della condotta”.

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