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Tanti dati fiscali, poca qualità

Rischio dati fiscali pazzi in arrivo. L’ampliamento dell’utilizzo dell’archivio rapporti finanziari, introdotto con la legge di Stabilità approvata dalla camera e ora all’esame del senato, consentirà all’Agenzia delle entrate di recapitare ai contribuenti una mole di informazioni, in suo possesso o nelle banche dati di terzi, non proprio di qualità. Con un duplice rischio: da un lato, il contribuente intimorito dalla richiesta del fisco che, pur di evitare i tormenti della burocrazia fiscale, tace e paga e dall’altro il suo esatto contrario, un aumento del contenzioso con richieste di rettifiche e correzioni. L’obiettivo dell’Agenzia è quello di attuare una super moral suasion che porti con le maniere epistolari ad aumentare l’adempimento spontaneo del contribuente all’obbligo fiscale, o meglio, è proprio il caso di dire, all’adempimento spontaneo.

Lo scenario è quello che viene fuori, come detto in precedenza, dalla nuova disposizione della legge di Stabilità che ha cassato l’utilizzo da parte dell’Agenzia delle entrate delle informazioni confluite nell’archivio rapporti ai fini della predisposizione di liste per l’attivazione di controlli, consentendo però in qualche modo un uso più ampio. La preparazione di queste liste, introdotta nel 2011, era stata demandata all’approvazione, da parte del Garante della privacy, di un provvedimento con i criteri di formazione delle stesse. E qui però nasce un vero e proprio giallo sul destino di queste liste. Il provvedimento sarebbe stato inviato da parte dell’Agenzia delle entrate al Garante privacy per il via libera ma mai sbloccato. La storia, però, cambia dalla prospettiva dell’Authority guidata da Antonello Soro. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il provvedimento che individuava i criteri selettivi per i contribuenti a elevato rischio evasione non è mai stato sottoposto al parere del Garante. L’Agenzia avrebbe invece inviato, nei mesi scorsi (la norma è del 2011 ndr) e poi ritirato, un altro schema di provvedimento con il quale si chiedeva di poter ottenere numerose informazioni relative ai conti correnti ai fini dell’elaborazione dei criteri selettivi.

Ma il problema ora sembra essere superato. L’emendamento al disegno di legge di Stabilità ha mandato in soffitta questo provvedimento, concedendo all’Agenzia delle entrate di pescare le informazioni presenti nell’archivio rapporti per una più generale, ma non meglio specificata, analisi di rischio evasione. Base, così come lo erano i criteri di individuazione delle liste selettive, per i futuri accertamenti fiscali. E non solo per quelli.

Il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha una idea molto chiara di come saranno le nuove verifiche fiscali e la previsione contenuta nella legge di Stabilità sono il suo asso nella manica: inviare ai contribuenti tutta la mole di informazioni sul loro conto in possesso dell’Amministrazione finanziaria e presentare il conto fiscale. Sarà il contribuente a riscontrare la veridicità e la qualità del dato, eventualmente contestandolo, oppure adeguandosi spontaneamente a quanto il fisco richiede. Il problema è che già con la preparazione delle liste selettive il Garante aveva sollevato più di una obiezione proprio sulla qualità del dato in possesso del fisco, causa l’alto rischio di attaccabilità. La formulazione della legge di Stabilità sembra ora superare il vaglio della privacy anche se non si comprende ancora se dati come quelli relativi alle spese sanitarie possano essere gestite senza un controllo sulla violazione delle regole sull’utilizzo dei dati personali.

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