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Tamburi: «La ripresa? Serve un ruolo più forte per il risparmio privato»

«Le imprese sono sottocapitalizzate, penalizzate da un sistema troppo bancocentrico. E poi i conti correnti, sempre più liquidi. Il risparmio delle famiglie sta crescendo un po’ per paura, un po’ per prudenza. Bisogna convogliare capitali a sostegno di imprese anche in stress finanziario in questo particolare momento. Altrimenti restiamo ancorati alla logica dei trasferimenti a fondo perduto tarati sul crollo del fatturato. Ma così produciamo debito pubblico per questa e le generazioni future». Non si può dire che Giovanni Tamburi abbia mai avuto un approccio convenzionale. La piattaforma Tip — che convoglia i fondi di alcune delle più importanti famiglie imprenditoriali italiane (Manuli, Branca, Lunelli, Ferrero ramo metallurgico, Angelini, Lavazza, l’armatore d’Amico, Dompé, Loro Piana, Marzotto) — è diventato il primo investitore privato del Paese, il secondo dopo Cassa Depositi. «Ora — dice — è arrivato il momento di sperimentare soluzioni innovative anche scommettendo su imprese in ristrutturazione».

Come selezionarle?

«Partendo dall’imprenditore. Se è visionario sa che con questo momento di discontinuità senza precedenti deve aprire il capitale. Ad investitori finanziari, oppure procedere ad aggregazioni o quotarsi. Non può ancorarsi al dogma del 51%. Più equity meno debito. Distinguendo tra buono e cattivo, come dice Mario Draghi. E poi serve una grande operazione pedagogica cominciata qualche anno fa con lo strumento dei Pir, i piani individuali di risparmio. Stavano funzionando per la loro attrattività fiscale».

Molti non si fidano dei gestori o non comprendono.

Le situazioni speciali

Ci sono imprese in ristrutturazione che offrono un ottimo potenziale di rendimento

«Servono professionisti in grado di convogliare meglio i risparmi investiti ora in titoli di Stato a bassissimo rendimento. Noi con Tip sa quanto abbiamo garantito? Il 23% all’anno negli ultimi 5 anni».

Operazioni di successo come Prysmian, Moncler, Amplifon ma come capire se c’è bisogno di una ristrutturazione o se siamo di fronte ad un’azienda zombie?

«Ho speso gli ultimi due anni a creare un team di competenze specifiche sui turnaround. Abbiamo creato una piattaforma per questo tipo di investimenti con una raccolta di mezzo miliardo. Tip contribuirà per 150 milioni. Così riempiamo un buco italiano perché ci sono situazioni che garantiscono ritorni sul lungo termine se si contestualizza il momento. Abbiamo appena sottoscritto l’aumento di capitale in Ovs che sta comprando asset di Stefanel. Su Alpitour crediamo che possa crescere comprando realtà del turismo che non reggono più».

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