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«Taglio Tasi equo e non recessivo»

Roma – Solo il 3% del gettito Tasi 2014 sull’abitazione principale riguarda proprietari di immobili che dichiarano al fisco un reddito superiore ai 75mila euro. A ricordarlo è il ministero dell’Economia con la risposta scritta recapitata nei giorni scorsi a Giovanni Paglia di Sel. Nell’interrogazione presentata in Commissione Finanze alla Camera, Paglia ha sottolineato come il preannunciato intervento di abolizione della Tasi e dell’Imu sull’abitazione principale «comporterebbe dannosi effetti redistributivi». Dunque, stando ai dati in possesso del Dipartimento delle finanze sulla ricchezza immobiliare in Italia, con il taglio delle tasse sulla casa non ci sarebbe nessun effetto dannoso per i contribuenti ma, al contrario, un vero e proprio sostegno della domanda interna.
Così dopo la difesa politica di una pesante sforbiciata del prelievo sul mattone da inserire nella legge di Stabilità 2016 messa in campo in prima persona dallo stesso Matteo Renzi in risposta ai dubbi sollevati dall’Unione europea, è arrivata anche una difesa tecnica del ministero dell’Economia ai forti dubbi delle opposizioni sulla scelta di tagliare le tasse partendo proprio dalla casa. Non solo.
Mentre l’Economia recapitava la risposta a Sel, ieri al Senato, il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, durante le repliche sulla nota di aggiornamento del Def in commissione Bilancio – secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Public Policy – ha spiegato che la lettera con cui l’Unione europea chiede all’Italia di non tagliare le tasse sulla casa ma di ridurre il carico fiscale sul lavoro «ha sicuramente un fondamento» ma «non c’è dubbio che l’incremento formidabile, e secondo me necessario, sul patrimonio mobiliare e immobiliare che c’è stato nel corso degli anni, nel caso della tassazione sulla prima casa ha un effetto depressivo sulle famiglie particolarmente forte e che in Italia è certamente più forte rispetto ad altri Paesi dove la proprietà della prima casa è inferiore». E dunque, ha concluso il viceministro, «nel contesto internazionale incerto, il livello delle aspettative delle famiglie ha un rilievo strategico più importante dell’onere da sopportare per togliere l’Imu-Tasi sulla prima casa». Quindi il taglio che il Governo si appresta a fare «è discutibile finché si vuole ma non è privo di fondamento».
Per tornare ai numeri snocciolati dal Dipartimento delle Finanze, il 47% dei contribuenti che hanno pagato la Tasi per l’abitazione principale si concentra nella classe di reddito compresa tra i 10mila e i 28mila euro per un importo di 1,5 miliardi. In sostanza il 42% del carico fiscale sulla prima casa (3,5 miliardi il gettito complessivo) che il Governo dal prossimo 1° gennaio 2016 vuole cancellare una volta per tutte graverebbe sulla classe medio bassa dei proprietari immobiliari. Se a questa fascia di reddito si volessero sommare anche i contribuenti che oggi dichiarano al Fisco meno di 10mila euro ,verrebbe fuori che il taglio della Tasi premierebbe il 74% dei contribuenti interessati dal prelievo sull’abitazione principale che nel 2014 hanno versato il 66% del gettito complessivo.
Ma non è tutto. I tecnici dell’Economia nella risposta scritta inviata a Paglia sottolineano come l’eliminazione della Tasi, in un momento congiunturale che mostra qualche segnale di ripresa, proprio alla luce della distribuzione del reddito e delle sue caratteristiche dei proprietari di prima casa, ossia in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati, «è da considerarsi una misura di ulteriore sostegno alla domanda interna». Una risposta che, con tutta probabilità, è già finita sul tavolo della lunga trattativa che il Governo ha intrapreso negli ultimi mesi con l’Europa per ottenere il via libera sulla legge di Stabilità. Sul fatto poi che, come ha precisato Paglia, con la mancata revisione degli estimi catastali il passaggio dall’aliquota standard Imu del 4 per mille a quella Tasi dell’1 per mille possa aver prodotto «un forte vantaggio per le abitazioni di maggior valore catastale», l’Economia ha risposto che per gli immobili di lusso la rendita catastale media è pari a 2.804 euro contro una rendita media «dell’intero comparto abitazioni principali di 547 euro».
Ieri, poi, nuovo lungo incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sui “grandi numeri” della manovra economica da 27 miliardi lordi il cui varo è atteso tra il 12 e il 15 ottobre. Tra i dossier sotto osservazione quello della spending review che sarà posta a copertura del taglio strutturale delle tasse sulla casa. Alla Camera, invece, la Commissione Bilancio ha avviato l’esame della Nota di aggiornamento del Def. Per il via libera di Montecitorio e Palazzo Madama l’esame in aula della Nota slitta alla prossima settimana .

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