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Taglio del 20% alle nuove liti

Sullo smaltimento dell’arretrato civile arriva qualche segnale incoraggiante. E il ministero della Giustizia lo attribuisce all’efficacia delle nuove misure sulla composizione stragiudiziale del conflitto. I risultati di un primo monitoraggio a campione, condotto però su dieci uffici giudiziari c€he per dimensioni sono stati ritenuti rappresentativi della realtà nazionale, aggiungendovi anche 5 grandi città, sono stati presentati ieri dal ministro Andrea Orlando che ha parlato di «febbre che inizia a scendere». A confortarlo ci sono i numeri delle controversie in entrata. Con riferimento al 2014, le liti in ingresso nei 15 tribunali presi in esame, sono diminuite quasi del 14% (13,8%, passando, rispetto al 2013, da 697.428 a 601.029).
Ma a corroborare ulteriormente il buon umore del ministro sono i dati di gennaio 2015 (su gennaio 2014), che segnala un calo tendenziale del 20 per cento. «I risultati sono assai confortanti», ha detto Orlando, pur evidenziando che per ora si tratta di un trend, cioè di «numeri che hanno un valore indicativo». «La tendenza – fa un primo bilancio Orlando – è migliore di ciò che ci si aspettava, c’è stata una riduzione drastica delle cause in ingresso; il che ci consente di dire che le norme funzionano. Senza trionfalismi possiamo dire che è la prima buona notizia sull’esito delle riforme e sul fronte della giustizia civile da molti anni».
Altro elemento confortante è quello relativo ai primi effetti del divorzio facile, la procedura che, a parità dei tempi di separazione, permette lo scioglimento del matrimonio senza la necessità di un procedimento giudiziario. A gennaio 2015, su gennaio 2014, sia pure con un andamento più altalenante da sede a sede, il calo delle iscrizioni nella materia è stato del 30 per cento.
Questi dati di minori nuove iscrizioni di cause civili fanno stimare, si fa osservare in via Arenula, un calo di pendenze nei soli Tribunali di oltre 100.000 affari. Il calo delle pendenze, che farà sentire i suoi effetti anche nei prossimi anni per effetto dell’anzianità dell’arretrato, dipenderà anche dal livello di definizioni che sarà realizzato dagli uffici. Le pendenze civili si ridurranno tanto più quanto il sistema saprà mantenere alto il livello di produttività (fatto segnare negli anni passati). Con questa riduzione di iscrizioni a parità di produttività si può anche prevedere di raggiungere rapidamente la soglia dei 4,5 milioni di pendenze rispetto ai 6 milioni di solo pochi anni fa.
E ieri il viceministro Enrico Costa ha diffuso al Forum della pubblica amministrazione i dati sull’andamento del processo digitale. Ad aprile 2015, rispetto a dicembre 2014, in particolare, si è registrato un forte incremento dei depositi (+196%); in particolare progressione il deposito di atti endo-procedimentali (+ 215%) e introduttivi (+ 412%). Rispetto a luglio 2014, gli atti endo-procedimentali depositati telematicamente sono aumentati del 476% e quelli introduttivi addirittura del 726 per cento. Il 43% degli atti è stato depositato da avvocati, seguiti dai curatori (16%), dagli ausiliari (13%), dai delegati (13%), dai custodi (12%). Quanto alla tipologia del contenzioso, il 53% riguarda il civile, il 16% il fallimentare, il 18% le esecuzioni, il 12% il lavoro, l’1% la volontaria giurisdizione. Con riferimento, invece, ai provvedimenti digitali depositati dai magistrati, da aprile 2014 ad aprile 2015 ammontano a 2.332.882, di cui: 695.507 verbali di udienza (30% del totale); 346.337 decreti ingiuntivi (15%); 182.687 sentenze (8%).
Sempre ieri, in un incontro con l’Anm, Orlando ha assicurato, che entro la fine dell’anno, dovranno entrare in servizio 2.000 addetti amministrativi. Una boccata di ossigeno a fronte di scoperture che toccano ormai quota 8.000.

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