Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Taglio cuneo coperto dalla spending»

Al suo esordio europeo, Pier Carlo Padoan fissa l’orizzonte temporale entro cui si articolerà l’azione intrapresa dal Governo, e invita i partner europei e la Commissione a valutarne gli effetti quanto meno nell’arco di due-tre anni. Periodo entro il quale i risultati saranno «veramente significativi». A partire dal taglio del cuneo fiscale, che sarà coperto «in modo permanente da tagli alla spesa, condizione importante per garantire la sostenibilità di bilancio». Specificando, proprio sulle coperture, che «molte delle direzioni del governo sono in linea con quelle del governo precedente». In tarda serata la replica del commissario agli Affari economici, Olii Rehn: «Attendiamo di ricevere i dettagli concreti sulle misure per affrontare le sfide di crescita, occupazione e riduzione del debito e ci aspettiamo che siano incluse nel piano nazionale di riforma che deve essere presentato a metà aprile».
In mattinata Padoan aveva esposto al presidente dell’Unione europea, Herman Van Rompuy le linee portanti del programma del governo e le prospettive del semestre di presidenza italiana. Poi la riunione serale dell’Eurogruppo. «Ho incontrato diversi colleghi, mi hanno incoraggiato. Ho grande bisogno di incoraggiamenti e di auguri». Programma di medio termine nel rispetto dei vincoli di bilancio, che comprenderà anche l’ «eventuale valutazione» delle sue implicazioni in termini di finanza pubblica.
Le riforme strutturali producono «risultati crescenti» nel medio periodo con possibili «momentanei peggioramenti» nel quadro di finanza pubblica. Su questo punto potrà aprirsi un confronto in sede europea, tenendo però conto che il nostro paese viene in Europa «per fare le cose non per chiedere favori». Per inciso, in autunno, sotto presidenza italiana, si farà il punto sulle cosiddette «intese contrattuali» e quella potrà essere la sede per far valere lo “scambio” tra riforme e possibili “incentivi”.
Un approccio pragmatico, diretto, per l’esordio a Bruxelles di Padoan che del resto conosce bene meccanismi e procedure dei processi decisionali europei. I rilievi critici rivolti all’Italia dalla Commissione la scorsa settimana nel documento sugli squilibri macroeconomici? La risposta – fa sapere il ministro – arriverà nei tempi dovuti, vale a dire nelle prossime settimane. Il focus non è tanto sugli spazi possibili in termini di maggiore o minore flessibilità, quanto su un «concetto ampiamente condiviso»: prima si fanno le riforme all’interno di un programma di medio termine, poi se ne valutano implicazioni e conseguenze. Domani il governo è atteso alla prima, impegnativa prova, con il varo del robusto pacchetto di interventi in agenda. Se ne può ipotizzare l’impatto sul Pil? Prudenza nelle stime. I dati che ha potuto visionare in questi primi giorni alla guida di Via XX Settembre vanno più nella direzione delle stime della Commissione per l’anno in corso (0,6%), che in quella delle previsioni formulate dal precedente governo (1,1 per cento). «Preferisco tenermi basso». Il tutto a bocce ferme, ovviamente. Poi si stanno simulando, nei diversi scenari (Irap o Irpef?) gli effetti delle misure che il governo si accinge a varare. Se vi saranno – lascia intendere Padoan – lo si verificherà ex post. Intanto è più saggio appunto «tenersi bassi».
La svolta deve avvenire in Europa. E qui si può cogliere una sorta di anticipo del programma del semestre italiano: vi è l’unanime riconoscimento che l’aggiustamento di bilancio è stato molto doloroso, soprattutto in alcuni paesi, «e ora abbiamo decine di milioni di disoccupati». Ecco perchè la priorità va alla crescita, «non disperdendo quell’enorme risultato offerto da finanze pubbliche molto più sostenibili di quanto non fossero tempo fa. Sarebbe una sciocchezza». Quanto ai debiti della Pa, si lavora a «un meccanismo legislativo permanente», che colleghi il completamento del processo di pagamento «al riassetto permanente del sistema, per evitare che l’accumulo si ripresenti colleghi la gestione dell’emergenza a un cambiamento strutturale del modo di operare».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa