Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tagli lineari sotto falso nome

Tagli lineari sotto mentite spoglie per enti locali e le province in particolare. Le amministrazioni provinciali, non essendo state affatto abolite dalla legge Delrio, sono chiamate a contribuire ai risparmi del decreto spending review del governo con un salasso da 444,5 milioni di euro per il 2014 e da 510 milioni per gli anni dal 2015 al 2017.

I comuni, invece, nel 2014, contribuiranno con 375,6 milioni di euro e 542,4 milioni negli anni dal 2015 al 2017.

Il decreto Irpef, però, non qualifica espressamente questi tagli come lineari, ponendo, invece, specifici obiettivi da raggiungere. Il grosso dei risparmi, infatti, dovrebbe derivare da tagli che gli enti locali sono chiamati a effettuare alla spesa per beni e servizi: 340 milioni per le province e le città metropolitane, nel 2014 e 360 milioni per i comuni, sempre nel 2014. Molto inferiori, invece, gli sforzi finanziari previsti per la riduzione delle auto blu (ancora una volta, però, si tratta della spesa per le auto di servizio e non per i benefit degli amministratori) e per la riduzione delle spese dovute a incarichi di consulenza, studio, ricerca e collaborazioni coordinate e continuative.

In realtà, tuttavia, le indicazioni delle voci di spesa sulle quali incidere sono solo potenziali. Sia province e città metropolitane, infatti, sia i comuni, avranno la facoltà di modificarli, adottando misure di contenimento delle uscite, garantendo però in ogni caso risparmi non inferiori rispetto agli obiettivi imposti dal legislatore.

In particolare, gli enti locali avranno tempo fino al 15 giugno per il 2014, e al 31 gennaio per gli anni 2015, 2016 e 2017, per ridefinire gli importi dei risparmi attraverso la Conferenza stato città, o proponendo proprie autonome modalità di risparmio.

Entro il 30 giugno, il Ministero dell’interno emanerà un decreto che indicherà in quale capitolo del bilancio dello stato occorrerà versare i risparmi conseguiti. Negli anni successivi, invece, la scadenza sarà il 28 febbraio. Laddove le province e le città metropolitane non effettuino i versamenti entro il mese di luglio, l’Agenzia delle entrate recupererà le entrate rivalendosi sui versamenti dell’imposta sulle assicurazioni sulla responsabilità civile; qualora siano i comuni inadempienti, l’Agenzia delle entrate si rivarrà sull’Imu.

Di fatto, dunque, il taglio, all’apparenza mirato, è sostanzialmente lineare e verrà in ogni caso imposto, con meccanismi che esproprieranno gli enti locali delle entrate relative a tributi di propria spettanza.

Per le province e le città metropolitane il taglio sarà particolarmente gravoso. Infatti, per il 2014 è prevista una riduzione di 444,5 milioni di euro (comprensiva di un taglio di 100 milioni forfettario dei costi della politica, in realtà di molto inferiori) su una spesa corrente totale che nel 2013, secondo i dati Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), è stata di poco più di 7,5 miliardi: l’incidenza è, dunque, del 5,88%. Per i comuni, invece, il sacrificio di 375,6 milioni di euro si deve rapportare ad una spesa corrente che nel 2013 è stata pari a poco più di 54,3 miliardi, con un’incidenza dello 0,69%.

L’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) ha già levato gli scudi contro una misura di risparmio che, tuttavia, colpisce il sistema dei comuni quasi 10 volte meno quello delle province, che sono messe davvero in gravi difficoltà a far quadrare i bilanci, considerando che le loro spese nel volgere di 4 anni si sono ridotte da 13 miliardi a poco più di 10. La forte ulteriore limatura imposta dal governo, in proporzione estremamente più elevata non solo nel confronto con i comuni, ma anche con le regioni e lo stato, rischia davvero di mettere in crisi l’erogazione dei servizi, ripetendo gli errori che già sono stati commessi dalla regione Sicilia.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa