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Tagli da 80 miliardi al bilancio Ue

A una settimana da un vertice dedicato al bilancio comunitario per il periodo 2014-2020, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha distribuito nella notte scorsa una proposta di accordo. La bozza di intesa ha provocato reazioni contrastanti. L’Italia si è espressa in modo particolarmente negativo, chiedendo numerosi cambiamenti sul modo in cui vengono allocati i fondi. Anche altri Paesi hanno mostrato disappunto.
La proposta di Van Rompuy, messa a punto dopo avere incontrato a livello bilaterale i 27 Paesi dell’Unione, corregge al ribasso la proposta della Commissione. Secondo un primo calcolo, la bozza riduce di 75 miliardi di euro la proposta dell’Esecutivo comunitario, che prevedeva un tetto di 1.033 miliardi di euro. Tenendo conto anche di strumenti fuori bilancio – il fondo di solidarietà, i fondi di sviluppo e il fondo di adeguamento alla globalizzazione – il taglio è di quasi 81 miliardi.
Pur di trovare un compromesso tra i due gruppi di Paesi che si stanno affrontando sul nodo – da un lato «gli amici della spesa migliore» e dall’altro «gli amici della coesione» – il gabinetto Van Rompuy ha deciso di tagliare varie poste di bilancio. Secondo molti osservatori, la proposta distribuita agli Stati membri viene soprattutto incontro alla Gran Bretagna e alla Germania. Londra non vuole assolutamente che il nuovo bilancio sia più costoso di quello attuale.
L’Italia, in compenso, ha preso nettamente le distanze dal documento distribuito dal gabinetto Van Rompuy. Il rappresentante italiano presso l’Unione, Ferdinando Nelli Feroci, ha affermato che la proposta «non contribuisce positivamente alla ricerca di un compromesso in cui tutti gli Stati membri possano riconoscersi». Il diplomatico ha notato che non sono state prese in conto le richieste italiane relative ai criteri per l’assegnazione dei fondi di coesione (ridotti di 29,5 miliardi).
L’Italia sottolinea che la bozza riduce ulteriormente il peso dei fattori di prosperità nazionale e non aumenta il criterio legato alla disoccupazione. Anche sul fronte dell’agricoltura, un campo che viene ridotto di 25,5 miliardi di euro rispetto alla bozza comunitaria, c’è insoddisfazione. Il Governo italiano nota che i tagli proposti dal gabinetto Van Rompuy sono sproporzionatamente più elevati per gli aiuti diretti che per l’agricoltura, favorendo così la Francia a danno dell’Italia.
Il pacchetto prevede anche il mantenimento degli sconti concessi alla Gran Bretagna, alla Svezia, all’Olanda e alla Germania (in rialzo rispetto alle stime della Commissione). La differenza rispetto a oggi è che questi Paesi contribuirebbero con una partita di giro allo sconto finanziato finora solo dagli altri Paesi. «Questa proposta è un passo indietro, invece che un passo avanti», ha detto ieri Nelli Feroci. «Noi continueremo nella prossima settimana a lavorare per un accordo».
Da Parigi, il premier Jean-Marc Ayrault ha affermato che «c’è ancora molto lavoro da fare». E ha aggiunto: «La Francia non è ancora soddisfatta. Sapete che siamo molto attaccati al mantenimento a livelli elevati della politica agricola comune». Dal canto suo, il vice premier inglese Nick Clegg ha detto che gli sforzi di Van Rompuy «non vanno abbastanza lontano». La Commissione ha preso atto con disappunto della scelta di ridurre la sua proposta, ma si è detta pronta a lavorare per un compromesso.

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