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Tagli alle pensioni d’oro per finanziare il reddito minimo salta la vendita delle spiagge

ROMA — Colpo di accetta sulle pensioni d’oro per finanziare il reddito minimo e micro-intervento sul cuneo fiscale nonostante sia stato concentrato sui redditi fino a 35 mila euro. Arrivano le detrazioni per la tassa sulla prima casa, mentre viene cancellata la misura sulla vendita delle spiagge che aveva provocato la sollevazione degli ambientalisti. Ma nel testo c’è anche una stretta sulle concessioni per le sale Bingo, fondi per la costruzione di navi da guerra e numerosi finanziamenti a pioggia: dalle associazioni dei reduci alle manifestazioni per il centenario della Prima guerra mondiale. Con queste novità è stata votata nella notte la fiducia ai 523 commi del maxi- emendamento allestito dal governo sulla base del testo della Commissione Bilancio del Senato.
La misura sulle pensioni d’oro darà 40 milioni da destinare al reddito minimo per aiutare le fasce più povere sull’intero territorio nazionale: il reddito avrà a disposizione in tutto 120 milioni per i quali si è battuto il Pd. Nello specifico il contributo di solidarietà è stato rafforzato: sarà del 6% per gli assegni sopra i circa 90 mila euro, del 12 oltre i 128 mila e salirà al 18% sopra i 193 mila euro. Resta al palo, invece, l’indicizzazione piena delle pensioni fino a 2.500 euro che dovranno accontentarsi di un ristoro parziale dall’inflazione: mancano 200 milioni che si tenterà di trovare durante il passaggio alla Camera. Viene invece aumentato di altri 75 milioni il fondo per i non autosufficienti, dalla Sla alle altre patologie. Nasce anche l’Ana, l’anagrafe nazionale degli assistiti, per compiere un monitoraggio delle prestazioni. Circa 200 milioni arrivano per i mutui prima casa. Sale dal 20 al 30% la deducibilità Ires e Irpef sui beni strumentali delle imprese.
Molte le misure relative ad interventi sull’economia e a favore di alcune categorie, che hanno già suscitato proteste. «La supercasta delle spese militari che non conosce la crisi e la fa sempre franca», ha dichiarato il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli. Nei commi 21 e 22 del maxi-emendamento del governo ci sono infatti oltre 3 miliardi in 20 anni (40 milioni già dal prossimo anno) per interventi nel settore della difesa degli interessi nazionali nel settore marittimo, ovvero spiega Bonelli, per finanziamenti a nuove navi militari.
Non mancano altri interventi sostanziosi: si va dai 330 milioni per l’autotrasporto, ai 200 a sostegno dell’export, ai 335 per l’Anas. Fa capolino anche un nutrito gruppo di mini-misure: 5 milioni al Corpo forestale dello Stato, 2 agli italiani nel mondo, 3 milioni alle associazioni combattentistiche, finanziamenti per le celebrazioni della Grande guerra e il semestre europeo. Prevista
anche l’assunzione, con canale privilegiato, nello Stato dei dipendenti delle basi Nato dismesse. Semaforo verde per l’assunzione degli Lsu negli enti pubblici della Calabria e buonuscita di 40 mila euro per gli Lsu ultrasessantenni che abbandonano il lavoro. Per la Sardegna 103 milioni, ma Cappellacci denuncia la scomparsa sulla fiscalità di vantaggio per la propria Regione colpita dalla recente calamità. Via libera anche ai fondi per l’editoria (120 milioni in tre anni) e al monitoraggio elettronico delle vendite e delle rese per le edicole.
Inoltre un emendamento firmato sia dal Pd che dal Nuovo Centrodestra, concede un riconoscimento economico, pari a 500 milioni, ai produttori di energia da fonte tradizionale. Così da remunerare il «ruolo indispensabile » degli impianti, in particolare, alimentati a gas, che garantiscono «la continuità delle forniture e la stabilità della rete».
Salta, infine, nel maxiemendamento alla legge di stabilità la norma che prevedeva la riduzione della tassazione sulle sigarette elettroniche su cui il governo era stato battuto in Commissione Bilancio del Senato.

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