Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tabelle, la maggioranza vince

Le tabelle millesimali possono essere modificate anche a maggioranza. Lo ha confermato la Cassazione per la prima volta dopo la pubblicazione in G.U. della legge di riforma del condominio n. 220/2012, entrata in vigore lo scorso 18 giugno. La seconda sezione civile della Suprema corte, con la recente sentenza n. 11387, depositata lo scorso 13 maggio, ha infatti ritenuto che il legislatore abbia sostanzialmente confermato il principio adottato dalle sezioni unite con la famosa sentenza n. 18477 del 2010.

Secondo detto indirizzo giurisprudenziale, che ha in qualche modo unificato il variegato assetto interpretativo previgente circa la necessità di approvare all’unanimità qualsiasi modifica delle tabelle millesimali, l’atto di approvazione di queste ultime, al pari di quello di eventuale delle stesse, non ha natura negoziale, non essendo quindi necessaria l’approvazione con il consenso unanime dei condomini, ma essendo al contrario sufficiente la maggioranza di cui all’art. 1136, secondo comma, c.c.. Le sezioni unite avevano infatti chiarito che le tabelle millesimali, in base all’art. 68 disp. att. c.c., sono allegate al regolamento di condominio, il quale, in base all’art. 1138 c.c., viene approvato dall’assemblea a maggioranza, e che esse non accertano il diritto dei singoli condomini sulle unità immobiliari di proprietà esclusiva, ma soltanto il valore di tali unità rispetto all’intero edificio, ai soli fini della gestione del condominio. Di qui la conclusione che tali tabelle potessero essere approvate con la stessa maggioranza richiesta per il regolamento di condominio. Inoltre, sempre secondo le sezioni unite, l’approvazione a maggioranza non avrebbe comportato inconvenienti di rilievo nei confronti dei condomini, in quanto nel caso di errori nella valutazione delle unità immobiliari di proprietà esclusiva, coloro i quali si fossero sentiti danneggiati avrebbero potuto sempre chiedere, senza limiti di tempo, la revisione delle tabelle in base all’art. 69 disp. att. c.c.

Con la recente sentenza n. 11387/2013 la seconda sezione civile della Cassazione ha quindi rilevato come la novità contenuta nel nuovo art. 69 disp. att. c.c. introdotto dalla legge di riforma del condominio, e in vigore dallo scorso 18 giugno, suoni come espressa conferma della posizione interpretativa sostenuta dalle sezioni unite. Detta disposizione, infatti, pur prevedendo in linea generale che i valori espressi nelle tabelle millesimali possono essere rettificati e modificati all’unanimità, indicazione inesistente nel testo previgente, ha tuttavia espressamente disposto che tali tabelle possano essere modificate a maggioranza, anche nell’interesse di un solo condomino e con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136, comma 2, c.c.). Nella specie la Suprema corte ha quindi cassato la sentenza con cui la Corte di appello di Milano aveva accolto l’impugnazione proposta da un condomino nell’ambito di un giudizio di opposizione a un decreto ingiuntivo relativo al pagamento delle spese condominiali, ritenendo immodificabili a maggioranza le tabelle millesimali sulla base delle quali erano state conteggiate le predette spese.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa