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Swap, banca responsabile verso la Pa

Se l’intermediario finanziario ha ruolo da advisor paga i danni erariali
Quando la banca agisce come advisor di un ente locale, risponde di danno erariale se dalle operazioni eseguite su suo consiglio deriva un pregiudizio all’ente. Il ruolo dell’ advisor è assimilabile al rapporto di servizio tra un dirigente e la sua amministrazione, laddove il consulente abbia preso parte (come nel caso in esame) al processo decisionale, contribuendo a determinarne l’esito. Lo stabilisce la Corte dei conti, prima sezione giurisdizionale di appello, nella sentenza 609/2015 sul caso Comune di Firenze-Merrill Lynch.
Pronuncia importante perché il problema della gestione attiva del debito degli enti locali in occasione delle emissioni dei prestiti obbligazionari e della stipula di contratti finanziari derivati è attuale. Inoltre, vi si esprime un orientamento assai severo sugli advisor finanziari e il loro ruolo nelle scelte economiche degli enti locali.
Della vicenda di Firenze si era occupata per prima la Procura penale, con un’indagine per truffa aggravata. Inchiesta poi archiviata, ma ne erano emersi profili ritenuti di interesse della Corte dei conti, cui gli atti erano stati trasmessi. Il pm contabile aveva ritenuto che dalle perdite per il Comune discendesse un danno erariale e quindi aveva citato i funzionari comunali che avevano gestito la stipula delle operazioni e la banca (per aver proposto le operazioni in derivati, in un mandato di consulenza per le strategie di ristrutturazione del debito).
Pur avendo la banca eccepito il difetto di giurisdizione, il giudice contabile di primo grado (con la sentenza Corte dei conti, sezione giurisdizionale, Regione Toscana, sentenza n. 236/2014) aveva respinto l’eccezione, asserendo che la banca fosse invece assoggettabile alla giurisdizione contabile poiché il rapporto di servizio con la pubblica amministrazione (che è appunto il presupposto per incardinare la giurisdizione contabile) sussiste ogni volta che ad un soggetto (anche estraneo alla pubblica amministrazione, come è il caso della banca) venga affidato un contratto per la realizzazione di un obiettivo o di un servizio che siano d’interesse della stessa amministrazione (come è il caso della consulenza affidata dal comune alla banca per la individuazione delle strategie di gestione ottimale del debito).
La sentenza 609/2015 conferma in toto le argomentazioni del giudice di primo grado e aggiunge alcune significative puntualizzazioni. Nel caso deciso, il collegio si concentra sulla dinamica del rapporto tra banca ed ente locale e sul nesso di stretta conseguenzialità tra le strategie raccomandate dalla banca e le scelte fatte dall’ente.
All’iniziale proposta di ristrutturazione del debito formulata dalla banca erano seguite due distinte iniziative esecutive da parte dell’ente: l’emissione di un prestito obbligazionario (volto a rifinanziare una parte del debito esistente in capo all’ente, allungandone la durata) e la stipulazione nel 2001 (seguita da successiva ristrutturazione nel 2004) di un contratto derivato (volto a gestire i rischi di tasso connessi alla parte dei debito residuo, non rifinanziata mediante l’emissione del prestito obbligazionario). Orbene, ciò che per il collegio è stato determinante per assoggettare l’intermediario alla giurisdizione contabile è proprio il fatto che l’intermediario abbia preso parte a ciascuna delle attività sopra descritte, non limitandosi a formulare preliminari ipotesi operative, ma affiancando l’ente nella esecuzione delle proposte formulate. Al punto da agire anche come controparte del contratto derivato consigliato all’ente nel quadro delle strategie raccomandate.
Stabilita la sussistenza della giurisdizione contabile anche sulla condotta delle banca, la causa è tornata al giudice di primo grado per l’accertamento del danno e la successiva condanna delle parti coinvolte. In ragione dei suoi contenuti, la pronuncia in questione non è destinata a rimanere isolata e sembra quasi anticipare un preciso programma di iniziative del giudice contabile nei confronti degli intermediari finanziari che abbiano agito come advisor delle amministrazioni per la ristrutturazione del debito e l’utilizzo di strumenti finanziari derivati.

Domenico Gaudiello

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