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Svolta in Unicredit passo indietro di Mustier dopo lo scontro nel cda

Cronaca di un addio a lungo annunciato, ma non per questo meno traumatico (-4,96% il titolo in Borsa). «Sono orgoglioso di quanto abbiamo raggiunto e di quanto abbiamo realizzato in così poco tempo», ha spiegato ieri Jean Pierre Mustier a conclusione della sua avventura alla guida di Unicredit. Ma l’amministratore delegato, che ha ufficializzato il passo indietro in vista del rinnovo dell’intero consiglio con l’approvazione del bilancio 2020, ha anche detto con schiettezza le ragioni del suo ritiro dalla scena: «Negli ultimi mesi è emerso che la strategia del Piano al ‘23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del cda».
Garbo, dunque, nel motivare la scelta di concludere il suo lavoro con il mandato attuale, ma anche grande chiarezza: le idee dell’amministratore delegato della seconda banca italiana e il resto del consiglio (e dunque degli azionisti) non sono più in sintonia. Il cda straordinario di ieri (durato poco più di un’ora) e la “riunione informale” dei consiglieri del giorno prima, di domenica, cui Mustier non ha partecipato, hanno sancito una distanza di posizioni che va avanti da alcuni mesi; due giorni fa si è verificato che non era possibile trovare una sintesi e ieri è stato convocato il cda che ne ha preso atto. Sollecitato dallo stesso Mustier, che ormai ha una visione della banca che non coincide più con quella dei consiglieri e di molti suoi azionisti. È noto che Mustier fosse contrario alla strategia di aggregazione con altre banche, sempre più una necessità dopo la mossa di Intesa con Ubi, che l’ha confermata al primo posto in Italia ma nello stesso tempo ha scavato un fossato con la numero due (Unicredit). Così come è chiara la pressione del sistema politico, per le nozze con il Montepaschi.
L’amministratore delegato uscente ha garantito la sua presenza alla guida del gruppo fino alla fine del mandato e anche un pochino oltre, se nel frattempo non si fosse selezionato il candidato giusto alla successione. Il nome giusto verrà cercato già a partire da domani, quando si riunirà il Comitato nomine per avviare i lavori di selezione della lista del nuovo consiglio presentata dal consiglio uscente. Una procedura certo non semplice, per una public company, e anche per questo le modalità di uscita di Mustier dalla partita contribuiscono a disegnare un percorso ordinato, per quanto il balletto delle voci impazzi. A questo punto il presidente incaricato, Pier Carlo Padoan, e il cda entreranno nel vivo della selezione, che sarà «rigorosa» e guarderà sia all’interno della banca, sia all’esterno.
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