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Svolta sulla Bad bank Domani e giovedì vertici decisivi alla Ue

Dopo otto mesi di trattative, e svariati dinieghi, il governo sembra giunto alla riunione decisiva con la Commissione europea sul delicato dossier chiamato “bad bank”. Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel fine settimana hanno fatto capire che le garanzie di cui si vuol dotare il veicolo chiamato a comprare, impacchettare e rivendere circa una sessantina di miliardi di crediti morosi delle banche italiane, non erano più un problema. Domani, in un incontro in agenda a Bruxelles tra alti emissari del Tesoro e gli uffici antitrust della Commissione, dalle dichiarazioni si dovrebbe passare ai fatti. A quel che si apprende, il Tesoro otterrà un nulla osta a fornire garanzie alla società che rivenderà i crediti morosi, a patto che per tali garanzie riceva un pagamento con tassi “di mercato”. Del tema si parlerà ai massimi livelli anche giovedì, quando la responsabile dell’antitrust Ue, Margrethe Vestager, parteciperà a un’audizione alle Commissioni industria ed Europa di Camera e Senato e incontrerà il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, la ministra dello sviluppo economico Federica Guidi, il ministro Padoan, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il suo vicedirettore generale Fabio Panetta. La Commissione, ha detto il portavoce della commissaria danese, «è in contatto stretto e costruttivo con le autorità italiane» sulle riforme pianificate del settore bancario.
La questione dei crediti non performing (Npl) pesa per circa 320 miliardi di euro sul sistema bancario italiano. Una montagna cresciuta di quattro volte in 7 anni, perché la recessione ha fatto fallire migliaia di imprese e impedito a milioni di persone di rimborsare i crediti. Di questi 320 miliardi, quasi 200 sono sofferenze nette, non coperte da garanzie. Tra le banche più esposte al cattivo credito c’è Monte dei Paschi, che in queste ore sta negoziando con una ventina di controparti la vendita di 1,8 miliardi di sue sofferenze. Mps, che ha 45 miliardi di crediti deteriorati, ha un piano di cessioni di Npl da 5 miliardi entro il 2018. Di questi, 1,2 miliardi sono stati ceduti mesi fa a Banca Ifis, e un altro miliardo era previsto entro il 2015.
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