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Svolta Generali, primo sì della Borsa

MILANO — La Borsa ha accolto la svolta in Generali con un rialzo del titolo del 2,24%, che porta a quasi il 6% il guadagno nelle due sedute del veloce avvicendamento, con la sfiducia a Giovanni Perissinotto nel Consiglio di sabato e la decisione di affidare i poteri a Mario Greco, che ieri si è dimesso da Zurich. Anche in previsione del passaggio domani si riunisce il comitato remunerazioni, mentre venerdì si terrà l’esecutivo della compagnia, appuntamento già in calendario. Non risultano invece ancora pervenute a Trieste le dimissioni dal board che Diego Della Valle ha annunciato sabato.
Il Leone è un gruppo con forte identità e abituato ad avvicendamenti soprattutto interni. Il rapido cambio al vertice che si è svolto in questi giorni rappresenta un fatto per certi versi «traumatico» a Trieste. Probabilmente anche per queste ragioni ieri il presidente Gabriele Galateri ha scritto ai dipendenti. Per prima cosa rinnova anche a titolo personale il ringraziamento a Perissinotto «per l’opera fin qui svolta, sempre condotta con professionalità e perseguendo il massimo interesse per la compagnia e il gruppo». La lettera preannuncia poi l’arrivo di Greco nella carica di group ceo, la stessa di Perissinotto, senza tuttavia precisare poteri e deleghe. Greco «prenderà servizio non appena risolto il suo rapporto con il gruppo Zurich da cui proviene, ha maturato una profonda esperienza nel campo assicurativo e finanziario, ricoprendo diversificati incarichi manageriali anche a livello internazionale». Galateri aggiunge quindi che i poteri prima di Perissinotto vengono «temporaneamente ricoperti ed esercitati» da lui, «coadiuvato» dall’amministratore delegato Sergio Balbinot e dal direttore generale Raffaele Agrusti. Il presidente chiude quindi la lettera dicendosi certo che «anche attraverso questa scelta, il gruppo saprà affrontare al meglio il difficile momento per l’economia».
E ieri Zurich ha comunicato le dimissioni di Greco «con effetto immediato». Il top manager, ex Ras-Allianz ed ex Eurizon, approdato in Zurich nell’ottobre 2007, era il responsabile del general insurance e la sua carica verrà per il momento ricoperta dall’amministratore delegato del gruppo Martin Senn. Il quale, mentre esprime dispiacere per la scelta di Greco, sottolinea anche di capire e appoggiare «pienamente la sua decisione di affrontare questa nuova sfida».
Di certo, a parte il curriculum professionale con un’ampia esperienza assicurativa, Greco porta con sé anche una performance del gruppo Zurich in Borsa che batte tutti i maggiori concorrenti europei. Rispetto al 2007, l’anno cioè nel quale è esplosa la crisi dei subprime, l’indice euro stoxx delle assicurazioni ha ceduto il 65%, le Generali il 68,9%, Axa il 63,9%, Allianz il 43,4% e Zurich il 28,1%. Guardando invece a un anno fa, quindi a prima che si manifestasse con tutta la sua forza la crisi dei debiti sovrani, il Leone ha perso il 44,7%, Axa il 34,4%, Allianz il 20% mentre Zurich il 6,3%. L’indice europeo di settore in questo caso ha ceduto il 30%. È chiaro che il Leone, con oltre 40 miliardi di titoli di Stato domestici in portafoglio, ha sofferto il «mal d’Italia». E Zurich ha beneficiato di una percezione positiva dei mercati. Però c’è probabilmente anche un vantaggio gestionale. Che i grandi soci che lo hanno chiamato a Trieste confidano possa replicare.

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