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Svolta Fed, tassi giù se non c’è lavoro

E’ stato un successo ieri l’asta dei Bot, il primo test di mercato per i titoli di Stato italiani, dopo i rialzi dei giorni scorsi determinati dall’incertezza politica preelettorale. La notizia del buon esito del collocamento è immediatamente rimbalzato sul mercato secondario e su Piazza Affari che ha preso la guida dei listini europei spinti al rialzo anche da Wall Street positivamente influenzata dal nuovo programma annunciato dalla Fed, che ha deciso di legare la sua azione agli obiettivi economici. In particolare, i tassi americani resteranno al minimo fino a quando il tasso di disoccupazione non scenderà sotto il 6,5%.
All’asta dei Bot annuali le richieste sono state quasi il doppio dell’offerta: 12,6 miliardi contro i 6,5 miliardi offerto, con un indice di copertura pari a 1,94 ben superiore alla media per questo titolo. Il rendimento di aggiudicazione è stato pari a 1,46%, in riduzione di ben 30 punti base dal risultato della precedente asta di metà novembre. Per oggi è in programma il collocamento, più impegnativo, dei titoli a medio e lungo termine, i Btp a 3 e 15 anni per un importo massimo complessivo di 4,25 miliardi e c’è da vedere se si ripeterà la stessa accoglienza da parte degli investitori.
Il calo dei rendimenti dei titoli annuali, in asta, è stata seguita sul secondario dal ribasso dei tassi, e degli spread, dei Btp a più breve scadenza, ma l’ansia rialzista dei giorni scorsi sembra essersi placata anche per quel che riguarda i decennali, ieri al tasso del 4,64%: il differenziale di rendimento con i Bund tedeschi di uguale durata è rientrato a 330 punti base, 10 meno di ieri. In forte calo lo spread Bonos-Bund, sceso a 403 punti con il rendimento al 5,37%. Il mercato, caratterizzato peraltro da flussi contenuti, ha anche assorbito i risultati del buy back dei titoli greci che si è chiusa con richieste pari a 31,9 miliardi.
Positiva, come si è detto, anche la giornata borsistica con Milano che ha chiuso con un guadagno dell’1,15%, Madrid dello 0,83%, Francoforte dello 0,33%, Londra avanza dello 0,35% e Parigi dello 0,01%. I listini sono stati influenzati dall’attesa per le decisione della Federal Reserve Usa che ieri ha deciso di lasciare i tassi di interesse invariati tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico a cui erano stati portati nel dicembre 2008. Resteranno a questo livello — è stato annunciato ieri — finché la disoccupazione resterà sopra il 6,5%, le stime di inflazione a uno o due anni continueranno ad essere al di sotto del 2,5% e le aspettative di inflazione di lungo termine rimarranno stabili. Per la prima volta la banca centrale guidata da Ben Bernanke ha legato la durata del suo aiuto solo ed esclusivamente ai suoi obiettivi economici e ha lanciato un nuovo piano di acquisto di bond da 45 miliardi di dollari al mese per sostenere lo sviluppo americano. L’istituto ha inoltre avvertito che intende fermare a fine dicembre l’operazione twist, il programma con cui allunga la scadenza dei titoli in portafoglio e che manterrà invece il piano di acquisto di bond da 40 miliardi di dollari annunciato a settembre, facendo salire il totale di acquisti a 85 miliardi di dollari. Un’altra mossa importante riguarda la «volontà della Fed» di consentire all’inflazione di salire un po’ oltre il target del 2%, mostrando come la sua maggiore preoccupazione sia il mercato del lavoro.

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