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Svolta della Bce contro la pandemia: 750 miliardi per sostenere le economie

Tanto che in serata si è tenuta una riunione d’emergenza telefonica del consiglio direttivo della Banca centrale europea per discutere le opzioni disponibili per fronteggiare l’emergenza economica causata dal coronavirus. La Bce non si è tirato indietro: ha lanciato un nuovo quantitative easing da 750 miliardi di euro, con acquisti di titoli del settore pubblico e privato. Se le parole della presidente Christine Lagarde dei giorni scorsi avevano lasciato dei dubbi, la mossa di ieri notte ha lanciato un messaggio chiaro ai mercati. La Bce farà tutto ciò che serve, whatever it takes come disse Mario Draghi nel 2012, per «sostenere tutti i cittadini dell’area euro», «famiglie, aziende, banche e governi». «L’Europa batte un colpo! Forte, sonoro, adeguato alla gravità dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e dello shock economico che ne consegue. Bene la Bce» ha twitta il premier Conte.

Il programma, che proseguirà per tutto il 2020, includerà anche il debito greco e i commercial paper non bancari, ossia le cambiali con cui si finanziano molte imprese. Il consiglio direttivo interromperà gli acquisti netti di attivi nell’ambito del nuovo programma una volta che avrà concluso che la fase di crisi del Covid-19 è terminata e comunque non prima di fine anno.

Ieri le rassicurazioni a inizio di giornata di nuove misure da parte della Bce e il piano da mille miliardi di dollari per gli Stati Uniti annunciato dalla Casa Bianca non avevano frenato l’ondata di vendite. Parigi ha ceduto il 5,94%, Francoforte il 5,56%, Londra il 4,05%. Milano ha contenuto le perdite ed è stata la migliore in Europa con solo un -1,27%, grazie in parte allo scudo della Consob, che ha vietato le vendite allo scoperto per tre mesi. Piazza Affari ha tenuto nonostante le tensioni sullo spread salito fino a 320 punti per poi chiudere a 271 grazie agli interventi di Bankitalia «per assicurare condizioni ordinate sul mercato». Crollo anche del petrolio, sceso ai minimi dal 2002. Il Wti, il greggio di riferimento sul mercato americano, è precipitato sotto i 25 dollari al barile e il Brent, il petrolio del Mare del Nord, è scivolato a 25,76 dollari. Rosso anche per Wall Street, che da lunedì prossimo chiuderà temporaneamente il «floor» e le contrattazioni saranno tutte elettroniche come misura di precauzione contro il coronavirus. Il Dow Jones ha perso il 6,3% e il Nasdaq il 4,7%.

Per gli analisti le tensioni sul mercato dei titoli di Stato, così come a Wall Street, ieri erano legate all’incertezza che ha spinto a vendere per aumentare la liquidità, oltre alla prospettiva di un balzo delle emissioni di debito in Europa e negli Stati Uniti per finanziare gli sforzi nella lotta al coronavirus. In questo contesto i titoli italiani, considerati più rischiosi, hanno sofferto di più. «Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro» ha detto ieri Lagarde. Oggi si capirà se i mercati le credono.

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