C’è un accordo verbale, ancora da mettere nero su bianco, tra i due fratelli Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico, riguardo le cause incrociate che sono state montate negli ultimi mesi. L’accordo prevederebbe che entrambi ritirino le rispettive azioni legali. Leonardo Maria dovrebbe rinunciare alla causa verso Rocco e verso la madre Nicoletta Zampillo sul passaggio dell’usufrutto avvenuto tre giorni dopo la morte di Leonardo Del Vecchio. Usufrutto che ha
assegnato la piena proprietà del 12,5% di Delfin a Basilico e la sua iscrizione a libro soci. Piena proprietà che verrebbe così confermata sempre che gli altri eredi siano d’accordo, visto che la madre ha rinunciato al legato sull’usufrutto, il quale è così rimasto in capo all’asse ereditario. Con la conferma della sua piena proprietà Basilico vorrebbe avere la sicurezza di poterla a sua volta trasferire a una sua scatola finanziaria in modo da renderla bancabile.
Dal canto suo Basilico, in base all’accordo con il fratello, dovrebbe ritirare il ricorso sulla nullità dell’assemblea del 27 aprile scorso, che aveva approvato, con una maggioranza diversa (6 su 8) da quella prevista dallo statuto (8 su 8), il trasferimento del 25% della Delfin dagli eredi Luca e Paola Del Vecchio alla finanziaria Lmdv Fin di proprietà al 100% di Leonardo Maria. La delibera ha visto il voto contrario sia di Basilico sia di Claudio Del Vecchio, quindi manca di
unanimità, ma se venisse meno l’impugnativa di Basilico e Claudio non dovesse a sua volta impugnare, le contestazioni sparirebbero e la decisione potrebbe assumere valore legale. Dall’accordo tra i due fratelli di cui si sta parlando rimane comunque esclusa la quota del 12,5% in piena proprietà posseduta dalla madre Zampillo. Nei giorni scorsi si era parlato di un passaggio della nuda proprietà di questa quota dalla madre al figlio Leonardo Maria, ma ciò non è avvenuto. Anche perché sarebbe andato a ledere la legittima spettante al figlio Rocco. La discussione su questa quota è al momento congelata e verrà ripresa più avanti, forse. Ora tocca ai legali delle due parti, Giuseppe Iannaccone, Edoardo Pedersoli e Fabio Trevisan per Basilico, Marco Garavelli per Leonardo Maria, tradurre l’accordo in uno scritto che tuteli tutte le parti. Ma è una corsa contro il tempo considerando l’operazione di finanziamento che Leonardo Maria sta cercando di montare con le banche per rilevare quel 25% di Luca e Paola.
Si tratta di 11 miliardi di euro presi a prestito, di cui 10 da trasferire ai due fratelli in conto prezzo per l’acquisto delle azioni Delfin, garantiti da tre banche, Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole. La garanzia per le banche ruota intorno al pegno sul 100% della Lmdv Fin che a sua volta controllerebbe il 25% della Delfin. Ma è difficile che gli istituti di credito possano deliberare un tale finanziamento senza avere la sicurezza che le cause legali incrociate siano
eliminate.
Gli interessi, pari a circa 450 milioni annui, verrebbero pagati dalla Lmdv Fin girando alle banche i dividendi percepiti da Delfin, il cui payout salirebbe all’80% per gli anni 2025, 2026, 2027, come deliberato da 7 soci su 8 il 27 aprile scorso. Ma per far fronte al rimborso del capitale le banche farebbero affidamento su un ben preciso piano di dismissioni messo a punto da Francesco Milleri, presidente di Delfin oltre che presidente e ad di EssilorLuxottica.
Milleri sarebbe dunque il garante finale di tutta l’operazione. Per sbloccare l’impasse famigliare andrebbe alienato gran parte, se non tutto, il tesoro accumulato negli anni da Leonardo Del Vecchio, il fondatore di Luxottica.
Dentro Delfin sono infatti custodite il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio che a valori di Borsa valgono circa 15 miliardi. E poi ci sono 7 miliardi di riserve, in parte distribuibili, sempre frutto degli oculati investimenti finanziari di Del Vecchio negli anni ‘90 e 2000. Il suo sogno di tenere la holding Delfin intatta verrebbe però meno…
05.06.2026
Svolta Del Vecchio-Basilico su Delfin è intesa tra fratelli
- La Repubblica