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Svolta del governo su Alitalia “Sì ad alleanze con russi o cinesi”

ROMA — Alitalia deve lasciarsi alle spalle Air France e cercare alleanze a Est, guardando con decisione ai mercati emergenti che oggi rappresentano la fetta più grande del sistema aereo mondiale. Non un auspicio, quello fatto ieri a sorpresa dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, ma una vera e propria indicazione su quella che deve essere la strada segnata nell’immediato futuro della compagnia. Una svolta che preme sull’acceleratore delle nuove partnership — con linee aeree russe (Aeroflot), mediorientali (Etihad) o cinesi — per la prima volta tirate fuori dal cilindro del governo che fin dalla sua nascita ha guardato con attenzione e preoccupazione all’evoluzione della situazione in casa Alitalia.
Parole allo stesso tempo pesate e dirompenti che rilanciano il tema di nuovi partner con denaro fresco da spendere. Gli unici a potersi permettere di acquistare una fetta del vettore romano (al massimo il 49% nel caso di vettori extra Ue) sono proprio arabi, cinesi o russi, vista la ritrosia di una Air France piegata dalla crisi. Solo queste realtà in crescita potranno togliere dai guai l’azienda appesa a un miliardo di debiti e ad una cassa con la spia della riserva pericolosamente accesa. Tutto questo a pochi giorni dalla presentazione del nuovo piano Alitalia — slittata di una settimana — che scommetterà sul medio e lungo raggio, su un taglio dei collegamenti interni in perdita e sulla collaborazione molto stretta con Ferrovie dello Stato.
«Nel nuovo piano mi auguro si riveda l’opportunità dell’alleanza con Air France» ha detto il responsabile dei Trasporti che ha anche confermato di essere «in stretto e continuo contatto con i vertici di Alitalia». Secondo Lupi, «il trasporto aereo è strategico non solo per il Paese ma per l’Europa intera e oggi serve una compagnia che guardi a Medio Oriente, Africa e ai Paesi in ascesa. Alleanze con la Russia o la Cina, darebbero dei vantaggi evidenti ».
Per i sindacati, che ieri hanno incontrato i vertici di Alitalia e sono stati informati del piano in arrivo, le parole di Lupi vanno lette in funzione di questo progetto di rilancio. Mauro Rossi della Filt Cgil sottolinea però come ci si stia avvicinando «al punto di non ritorno. Ci sono due emergenze nel settore che vanno affrontate senza indugio se non si vogliono aeroporti chiusi e problemi di ordine pubblico».
Ma secondo Marco Veneziani segretario nazionale della Uil Trasporti, sindacato all’interno del quale si sono federati di recente anche gli assistenti di volo di Anpav e Avia e i piloti dell’Anpac, «ora serve un nuovo, coraggioso piano industriale che sia sfidante sul lungo raggio. E bene fa il ministro dei Trasporti Lupi a guardare ad Est, alle compagnie emergenti, che vengono dalla Cina, dal Golfo o dalla Russia se questo servirà a salvaguardare un asset strategico per il Paese come Alitalia».

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