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Svolta Bpm, per gli analisti è solida

Con un’unica mossa Banco Bpm ha ceduto una parte dell’attività del credito al consumo alla partecipata Agos Ducato, incassato una plusvalenza, rafforzato il patrimonio e si è garantito tutte le risorse necessarie per portare a termine una massiccia vendita di crediti deteriorati che gli permetterà di ripulire una volta per tutte il portafoglio.
Il titolo dell’istituto nato dalla fusione tra l’ex Popolare di Milano e il Banco Popolare è reduce da un rally (+40% in 5 settimane), e nonostante abbia già corso molto rispetto alle altre rivali, anche ieri ha guadagnato un altro 6% a dimostrazione del fatto che a prescindere dallo spread e dagli incagli, saper gestire le risorse fa la differenza. Secondo gli analisti di Exane Banco Bpm passa dall’essere l’istituto più fragile – e quindi a rischio di dover chiedere soldi agli azionisti – a quello più solido. Nel dettaglio la banca guidata da Giuseppe Castagna ha venduto le attività del credito al consumo di Profamily alla partecipata Agos Ducato (61% Credit Agricole e 39% di Bpm) incassando 310 milioni. Quello che è stato ceduto in realtà è un accordo di distribuzione esclusiva di 15 anni della parte “ captive” ( fatta in casa) di Profamily, mentre le agenzie e la rete di agenti dell’insegna, restano sotto la proprietà di Bpm.
Insieme a questa valorizzazione, l’istituto ha negoziato con il socio di maggioranza, Credit Agricole, un diritto di vendere ( put) un 10% di Agos a 150 milioni, e la prospettiva di una quotazione del gruppo entro due anni. L’opzione non verrà esercitata, perché – a detta di Castagna – non è conveniente, ma potrebbe servire come un assegno circolare in caso di necessità, e fissa l’asticella per la futura Ipo di Agos: chi volesse comprarne una quota di minoranza sa che il gruppo vale almeno 1,5 miliardi. Del resto, secondo gli analisti, un quarto degli utili 2019 arriverà proprio dal credito al consumo.
Ora che grazie a Profamily il gruppo ha rafforzato la sua solidità patrimoniale di 80punti base ( l’indice Cet1 2018 è atteso verso quota 11,5%), Castagna avrà mezzo miliardo di risorse in più per cedere un portafoglio di Npl (crediti deteriorati) detto Ace, che ha un valore di 7,8 miliardi ( ma dovrebbe essere svalutato a 7 miliardi). In gara per Ace ci sono ben tre cordate illustri, anche se fonti finanziare riferiscono che la favorita è quella di DoBank, Fortress e della Spax di Corrado Passera, che con Castagna ha lavorato fianco a fianco per anni. Gli analisti si aspettano che questi crediti vengano pagati tra il 22 e il 25 % del loro valore, e quindi in pratica una cifra intorno a 1,7 miliardi di euro. Se Castagna riuscisse a cedere Ace, insieme a un pacchetto di leasing da 800 milioni per cui è già in trattative avanzate, avrebbe ultimato la pulizia della banca valorizzando nell’arco di tre anni 18 miliardi di crediti deteriorati. Dopo essere partito a fine 2015 con 30,5 miliardi di crediti di cattiva qualità, dopo la vendita di Ace Bpm si troverebbe ad avere “ solo” 12,5 miliardi di Npl, ovvero l’11,3% del totale. Ma Castagna pensa già alle prossime operazioni «Ora che abbiamo finito con la vendita degli Npl – ha detto ieri agli analisti – potremo valutare altre vendite, come gli immobili e gli Utp ( probabili inadempienze ndr)».

Sara Bennewitz

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