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Svolta Benetton, focus sui marchi

Benetton torna alle origini e separa in tre le attività: produzione, commercializzazione e proprietà immobiliari. Il piano in preparazione da quasi un anno riporta l’assetto del gruppo dell’abbigliamento di Ponzano Veneto al tempo della quotazione al listino di Piazza Affari, lasciato nel 2012 dopo 25 anni di militanza.
Il via libera definitivo è arrivato ieri dall’assemblea straordinaria dell’azionista, Edizione, la holding della famiglia Benetton. Dallo scorso maggio è stato affidato al nuovo amministratore delegato Marco Airoldi e al presidente Gianni Mion il compito di riposizionare la società sul «core business». E rilanciare i marchi dell’abbigliamento e della maglieria Benetton e Sisley, che soffrono la concorrenza delle catene internazionale di abbigliamento a basso prezzo.
Il passaggio tecnico prevede la scissione parziale di Benetton e lo scorporo in tre società tutte controllate da Edizione. La produzione, con le piattaforme industriali nell’area mediterranea, specializzate nella tessitura, maglieria, filatura, tintoria e confezione, saranno concentrate nella neocostituita Olimpias, l’unica delle tre «sorelle» a perdere il nome di famiglia. Benetton Group continuerà a occuparsi di commercializzazione, marketing, sviluppo, nonché dei rapporti di franchising. In Benetton immobiliare finirà parte della rete dei negozi, quelli di proprietà, con un valore stimato in 5-600 milioni di euro.
«A partire dal primo gennaio – è scritto in una nota diffusa in serata – Benetton Group ritornerà così alla struttura di business originaria che le aveva consentito di essere una delle società di abbigliamento più innovative e di successo della storia internazionale del made in Italy e che le permetterà di essere sempre più snella, veloce e dinamica». Il nuovo schema, viene sottolineato, permetterà tra le altre cose autonomia giuridica, economica e organizzativa ai diversi rami di attività. L’intento del programma al 2016, e la sfida del nuovo capo azienda, è quello di riconquistare un posto anche sui mercati internazionali «aumentando significativamente la capacità di interpretare le nuove dinamiche mondiali, in linea con la tradizionale forza innovativa che ha sempre contraddistinto il marchio».
Il ritorno in Borsa non è all’orizzonte, mentre appare per ora lontana la ricerca di eventuali soci per la parte industriale e commerciale, almeno non prima del ritorno alla crescita. Discorso diverso invece per gli immobili che potrebbero essere valorizzati. Di sicuro, a beneficiare è oltre all’efficienza anche il livello di indebitamento della «nuova Benetton», oggi già ridotto a 2-300 milioni, che dovrebbe risultare azzerato per le due società della produzione e della commercializzazione e molto contenuto per l’immobiliare.

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