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Svolta Antitrust, sospesa la fusione Fonsai-Unipol

MILANO — Stop dell’Antitrust alla aggregazione Unipol-Fonsai. Ieri l’authority guidata da Giovanni Pitruzzella ha avviato l’istruttoria sull’operazione «suscettibile di determinare una posizione dominante su diversi mercati assicurativi» e ordinato «l’immediata sospensione dell’operazione e in particolare della fase di fusione, e di ogni attività e delibera prodromiche e funzionali». Entro cinque giorni le società dovranno comunicare le misure che prenderanno per «obbedire» al provvedimento, che l’Antitrust ha affidato a Gabriella Romano. Ed entro dieci giorni verranno fissate le audizioni. Il «verdetto» dovrà arrivare entro 45 giorni più 30 per il parere Isvap, in teoria quindi entro metà luglio, periodo nel quale scade l’esclusiva sull’accordo fra la Premafin dei Ligresti e il gruppo bolognese, ma è probabile che i tempi siano ben più brevi. Un portavoce Unipol ha detto che «nei prossimi giorni» verranno verificati con l’autorità «tempi e termini per le ulteriori informazioni richieste». Si rileva poi «che la sospensione è coerente con i contenuti del contratto firmato da Unipol che subordina qualunque passo alle autorizzazioni da parte delle authority».
Ieri inoltre il consiglio Fonsai eletto martedì ha nominato presidente Cosimo Rucellai e Jonella Ligresti diventa vice. Nel comitato di amministratori indipendenti che valuta l’integrazione con Unipol entra Salvatore Bragantini, eletto nella lista di minoranza di Sator, che con Palladio ha l’8% e ha formulato un piano per Premafin-Fonsai. Jonella Ligresti ha spiegato il passo con «la volontà, in un momento così delicato, di evitare strumentalizzazioni».
L’Antitrust sottolinea che l’istruttoria riguarda anche Mediobanca e Generali: «I legami che l’operazione determina fra Mediobanca e Unipol-Premafin» e quelli fra Piazzetta Cuccia e il Leone (secondo l’Antitrust l’istituto controlla di fatto la compagnia) «rendono necessario valutare gli effetti della concentrazione anche in termini di rischio di disincentivo a competere da parte del gruppo» triestino rispetto al nuovo polo assicurativo post-fusione. Alla luce di tali legami, «la realizzazione dell’operazione potrebbe determinare effetti difficilmente reversibili». Vengono dunque esaminati gli intrecci. Rispetto al quadro noto di partecipazioni e finanziamenti, l’Antitrust sottolinea «il peculiare ruolo assunto» da Piazzetta Cuccia «nella promozione e costituzione dei consorzi di garanzia nei due aumenti di capitale (di Unipol e Fonsai) essenziali per l’operazione». Gli incarichi «evidenziano la centralità di Mediobanca» che, in caso di inoptato, potrà «arrivare a detenere una quota in Unipol», (che ha meno dell’1% di Piazzetta Cuccia), pari all’1-5% e in Fonsai del 5-10%». Sul mercato si rileva da un lato che i pacchetti di inoptato potrebbero in teoria essere oggetto di impegno di cessione in tempi stabiliti. E dall’altro che lo stop blocca ora l’aumento di Premafin (che rischia così il default) riservato a Unipol, probabilmente anche quello del gruppo bolognese e il negoziato sui concambi. In teoria allo stato il solo «fattibile» è l’aumento Fonsai, in sé finalizzato a salvare la compagnia, che a fine anno con margine sotto il 100% potrà essere commissariata. Bisognerà vedere tuttavia quali passi saranno fatti presso l’antitrust dalle società coinvolte e se questi potranno sbloccare la situazione.

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