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Svolta al vertice di Fondazione Carige

Dopo settimane di battaglia più o meno sommersa, si scioglie il nodo della governance di Fondazione Carige. Ieri il consiglio di indirizzo dell’ente ha designato nuovo presidente l’avvocato Paolo Momigliano, 55 anni, già alla guida dell’Amiu di Genova (la società del Comune per la gestione dei rifiuti). È stato votato, inoltre, il nuovo cda della Fondazione, nel quale entrano tre membri dell’attuale cdi.
È s stato, comunque, difficile fino alla fine il percorso per arrivare al rinnovo delle cariche: il cda, scaduto dal 20 settembre scorso, marciava da più di due mesi in prorogatio e ogni decisione sul nuovo presidente era in balìa della guerra scoppiata tra due fazioni del cdi. Una, quella facente capo al vicepresidente Pierluigi Vinai (e legata a filo doppio all’ex presidente di Carige, Giovanni Berneschi e all’area imperiese dell’ente, capeggiata dall’ex ministro Claudio Scajola), è apparsa in un primo tempo vincente. Erano stati, infatti, i 17 consiglieri vicini a quello schieramento (su 28) a votare la sfiducia al precedente presidente della Fondazione, Flavio Repetto.
Poi, però, le alleanze sono gradualmente cambiate, anche in virtù della forte pressione imposta dagli enti pubblici (Comune di Genova in primis, col sindaco Marco Doria, che ha seguito la vicenda passo per passo). Negli ultimi giorni, in effetti, complice probabilmente anche una serie forzature degli scajoliani nel cercare di imporre propri candidati alla presidenza, risultate poco gradite sperfino ai loro alleati, alcuni dei 17 consiglieri del voto di sfiducia a Repetto hanno mutato indirizzo. E dopo la cooptazione di Momigliano in consiglio , sseguita all’accettazione delle dimissioni di Riccardo Guatelli (scajoliano) , sche erano state date (quando il candidato alla presidenza era Remo Pertica) ma poi ritirate (e qui si potrebbero innestare futuri ricorsi), l’ex presidente di Amiu è stato eletto con 17 voti a favore, un astenuto e 10 contrari . Q suesti ultimi avevano votato, invece, a favore di Giuseppe C sasale.
Poi si è passati alla designazione del cda. E anche qui due liste differenti; in entrambe, però, compariva il nome di Giacomo Rossignotti, voluto della Camera di commercio di Genova. Anche in questo caso ha prevalso lo schieramento che aveva votato Momigliano e nel cda sono entrati, già designati vicepresidenti, Rossignotti e Roberto Rommelli (già nel cdi), imperiese. Gli altri consiglieri sono Guido Alpa, Renata Oliveri, Massimiliano Morettini (già nel cdi), Angela Testi (anche nel precedente cda), Luca Gandullia (già nel cdi) e Lucio Carli. La minoranza ha nominato, invece, Ferruccio Barnaba e Gianni Giuliano (presidente di Autostrada dei Fiori). A battaglia finita, comunque, appare lampante il cambio di orientamento della Fondazione, finora in mano a una maggioranza di centrodestra e da ieri, invece, caratterizzata da una guida di centrosinistra. Esce, inoltre, sconfitta l’ala scajoliana.
«Dopo tante tensioni – ha detto Momigliano a elezione avvenuta – lavorerò per ridare unità di intenti e di lavoro alla fondazione. Il territorio, la città e la regione hanno bisogno di una fondazione forte e di una banca autorevole. La mia attenzione è per le emergenze, le nuove povertà e il lavoro».

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