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Svolta al vertice di A2A Zuccoli dà le dimissioni

Terremoto in A2A: Giuliano Zuccoli dice addio.
Con un annuncio improvviso che ha lasciato di stucco il mercato, il dominus della municipalizzata lombarda si è dimesso da tutte le cariche: presidente del consiglio di gestione (ma anche presidente del cda di Edison e numero uno di Assoelettrica). Dopo tredici anni esce di scena il manager che ha traghettato la meneghina Aem Milano alle nozze con Asm Brescia (da cui è nata A2A), portando un gruppo che fatturava 350 milioni di euro a quasi otto miliardi, e uno degli artefici del divorzio tra Italia e Francia da Edison.
Sua infatti l'idea di una separazione che fosse un affondo più che una ritirata e che portasse Edipower a essere tutta italiana: il cosiddetto «Lodo Zuccoli» dopo essere temporaneamente finito nel cassetto, sotto Natale era stato rispolverato dal neo ministro Corrado Passera che lo aveva usato per mettere i francesi all'angolo e raggiungere così il fatidico «Accordo di Santo Stefano» che ha messo fine a otto mesi di braccio di ferro tra Delmi e Edf.
Il comunicato diffuso ieri da A2A ha parlato di motivi strettamente personali (in cui rientrano anche questioni di salute) per la decisione del 69enne manager. Classe 1943, l'ingegnere valtellinese ha trascorso quasi tutta la sua carriera dentro il mondo delle municipalizzate: entrato nel consiglio di amministrazione del l'allora Aem nel dicembre del 1996 ne diventò l'anno successivo presidente e consigliere delegato, carica che ha rivestito fino al 2008 quando, in seguito alla fusione con l'Asm Brescia da cui è nata A2A, è divenuto presidente del consiglio di gestione della nuova società.
Verrebbe facile l'equazione: Zuccoli se ne va, A2A prende il volo in Borsa (ieri il titolo è balzato del 6,18% a 0,79 euro). Quello sui cui il mercato ha speculato è che con l'addio del super-manager possa dare il là a un ricambio nella governance duale di A2A. In realtà un ricambio era comunque previsto perché il consiglio di gestione scade con l'assemblea del prossimo 29 maggio. Per il momento la società sarà guidata dal tandem Renato Ravanelli, attuale dg per l'area mercato, e Paolo Rossetti, dg che sovrintende l'area tecnica. Non è stata conferita alcuna nuova delega perché si tratta di poteri di gestione operativa già previsti dal cda per i due manager. I vertici dell'utility che fa capo a Milano e Brescia hanno incaricato i legali di approfondire, a norma di Statuto, quali sono ora i prossimi passi possibili. Se il quadro sarà dal punto di vista legale sufficientemente chiaro, il consiglio di gestione e di sorveglianza di A2A potrebbero tenersi domani in seduta congiunta. Due ipotesi sul tavolo: un'interregno fino all'assemblea oppure una nomina già oggi in consiglio.
Le dimissioni, comunicate per lettera al presidente del consiglio di sorveglianza Graziano Tarantini e al vice Rosario Bifulco, hanno offerto a Zuccoli la possibilità di rivendicare il suo operato a partire proprio da Edipower, fino alle acquisizioni in Mantengono. «L'acquisizione del controllo di Edipower era da tempo un suo desiderio che, solo nelle ultime settimane, abbiamo potuto rendere concreto» hanno risposto, con un'altra lettera inviata ai dipendenti, Ravanelli e Rossetti. «Una volta realizzato il nostro gruppo diventerà il secondo operatore nel settore elettrico in Italia» ha ricordato la lettera, riferita dal l'agenzia Radiocor-Il Sole 24 ore. Non è mancato nemmeno un accenno polemico: nella lettera di dimissioni Zuccoli ha scritto di sentirsi «amareggiato dagli attacchi subiti negli ultimi mesi» da parte dell'azionista comune di Milano. Il riferimento è all'assessore onorevole Bruno Tabacci, plenipotenziario del sindaco Giuliano Pisapia per le materie economiche di Palazzo Marino.
 

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