Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Svizzera, stop ai clienti sospetti

Gli intermediari finanziari svizzeri saranno obbligati a controllare periodicamente le informazioni sui clienti e in caso di azioni finalizzate al riciclaggio o al finanziamento al terrorismo dovranno immediatamente rifiutare o interrompere le relazioni d’affari. Questo quanto emerge dal «Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione che modifica la legge federale sulla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo», pubblicato il 1° giugno dalla Segreteria di stato per le questioni finanziarie internazionali svizzere. Il Consiglio federale ha dunque avviato la consultazione, che si concluderà il 21 settembre 2018, per attuare alcune delle principali raccomandazioni contenute nel rapporto del Gruppo d’azione finanziaria internazionale per la lotta contro il riciclaggio di denaro (Gafi) del 2016 sulla Svizzera. Nel rapporto di due anni fa, il Gafi segnalava infatti alcune lacune in materia di riciclaggio di denaro che la Svizzera dovrà colmare entro tre anni. Le principali novità sono tre. La prima riguarda gli intermediari finanziari e i loro obblighi di azione. Questi rispetto al passato dovranno fare controlli più stringenti sui dati dei loro clienti, attraverso verifiche periodiche ravvicinate. Inoltre, nel caso di sospetto riciclaggio di denaro o finanziamento al terrorismo, dovranno immediatamente interrompere la relazione d’affari. Si è dunque voluto sostituire l’obbligo di comunicazione con l’interruzione del rapporto per «garantire una piazza finanziaria pulita, tenendo conto allo stesso tempo del fatto che le attività non comportano flussi finanziari e rispettando l’esigenza del settore di salvaguardare il segreto professionale». Altra novità riguarda le società e i trust. In relazione ai recenti scandali fiscali internazionali viene proposto come i servizi forniti ai trust «nell’ambito della costituzione, gestione o amministrazione» saranno sottoposti a obblighi di diligenza. Infine, terza e ultima novità tocca le associazioni. Secondo il rapporto del Gafi, infatti, alcune di queste potevano essere sfruttate per il finanziamento del terrorismo o per il riciclaggio di denaro. Per evitare che questo possa accadere è stato proposto come «le associazioni esposte a un rischio maggiore di sfruttamento (quelle che partecipano ad attività di raccolta o di distribuzione di fondi all’estero per scopi caritatevoli)» devono adeguarsi agli standard di trasparenza richieste per le fondazioni e le società commerciali. Le associazioni saranno dunque obbligate a iscriversi nel registro di commercio, a designare un rappresentate domiciliato in Svizzera e a tenere un elenco dei soci con nome e indirizzo, che sia accessibile dalle autorità svizzere in qualunque momento.

Giorgia Pacione Di Bello

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa