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Svizzera, riciclaggio alle strette

La Svizzera abbassa ancora la guardia sul segreto bancario. Dopo aver incentrato la propria fortuna sull’opacità finanziaria, la pressione del G20 e la crisi internazionale hanno eroso il muro di riservatezza delle banche elvetiche costringendo il paese a una progressiva conversione verso la trasparenza. L’ultimo passo in questa direzione è stato mosso dal Consiglio federale che ha disposto l’entrata in vigore, dal primo novembre prossimo, della revisione parziale della legge sul riciclaggio di denaro consentendo la condivisione delle informazioni finanziarie con l’esterno. «Oltre a migliorare lo scambio d’informazioni, la nuova legge conferisce competenze più ampie all’Ufficio anti riciclaggio per procurarsi informazioni presso gli intermediari finanziari e lo autorizza a stipulare autonomamente trattati di cooperazione tecnici con gli omologhi esteri», hanno spiegato da Berna. Quello di ieri rappresenta, tuttavia, soltanto l’ultimo tassello del piano di trasparenza fortemente voluto dai Paesi industrializzati. A inizio settimana, infatti, l’ambasciatore elvetico all’Ocse, Stefan Flückiger, ha siglato un accordo storico per Berna, impensabile pochi anni fa: la convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, che prevede tutte le forme di assistenza reciproca in materia tributaria. Dallo scambio di dati spontaneo e su richiesta, alle verifiche fiscali simultanee, fino ad arrivare all’assistenza nella riscossione delle imposte. Il modello di convenzione siglato dalla Svizzera offre anche la possibilità di effettuare uno scambio automatico di dati ma soltanto previo accordo tra le parti interessate. Le novità non finiscono qui. Il Consiglio federale ha rinviato, ieri, alle Camere i risultati della procedura di consultazione sulla revisione parziale della legge sull’assistenza amministrativa fiscale che prevede di informare le persone oggetto di una procedura di assistenza amministrativa soltanto a posteriori, previa giustificazione da parte dello stato richiedente di una giustificazione affermando che l’informazione preliminare vanificherebbe il buon esito della sua inchiesta. Fino a oggi, la legge prevedeva che i contribuenti interessati fossero informati, tutti senza eccezione, prima della trasmissione dei dati allo stato richiedente. La strategia del denaro dichiarato promossa dal Consiglio federale, infine, ha raggiunto anche i diretti interessati, ovvero le banche svizzere che da alcune settimane hanno iniziato a inviare lettere di ammonimento ai propri correntisti esteri esortandoli a regolarizzare la propria posizione con il fisco del Paese d’origine.

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