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Svizzera in trincea

 di Tancredi Sequi 

Niente scambio automatico di informazioni tra Svizzera ed Europa. A fugare ogni dubbio è stato il Dipartimento delle finanze (Dff) di Berna nel rapporto annuale sulle questioni finanziarie e fiscali. «La Svizzera è disposta, a determinate condizioni, ad adeguare l'accordo bilaterale sulla fiscalità del risparmio con l'Unione europea quando l'Ue avrà concluso la revisione della pertinente direttiva», hanno spiegato i vertici delle Finanze elvetiche confermando, tuttavia, che «lo scambio automatico d'informazioni non entra nemmeno in discussione».

Secondo Berna, inoltre, l'Unione europea starebbe valutando la possibilità di concludere con Stati terzi, tra cui la Svizzera, accordi sull'assistenza amministrativa in materia fiscale redatti sulla base dello standard dell'Ocse. Ma finora non sarebbe stato emanato un corrispondente mandato di negoziazione. E cosa dire della questione della concorrenza fiscale sul versante delle imprese? «L'Unione europea non approva la disparità di trattamento fiscale riservato ai redditi nazionali ed esteri in singoli Cantoni. Sebbene si attenga esplicitamente alla concorrenza fiscale, la Svizzera è comunque disposta a condurre colloqui con l'Unione europea su determinante questioni dell'imposizione delle imprese». Il Dipartimento delle finanze svizzero ha poi spezzato una lancia in favore del progressivo adeguamento del Paese alle norme internazionali in materia tributaria. «La determinazione della Svizzera ad attuare gli standard Ocse di assistenza amministrativa sarà esaminata a fine 2012 nel quadro della seconda fase di peer review del Forum globale», hanno spiegato dal Dff. «Per il momento, un'alternativa efficace allo scambio automatico di informazioni è rappresentata dalle convenzioni bilaterali sull'imposizione alla fonte come quelle firmate con Germania e Gran Bretagna». Secondo Berna, accordi analoghi dovranno essere conclusi con altri Stati. Ed ecco allora venire alla luce la strategia fiscale svizzera nei rapporti con l'esterno: no allo scambio automatico di informazioni ma condivisione dei dati soltanto su richiesta motivata. Come concordato con Germania e Regno Unito per cui le informazioni fornite in numero illimitato conterranno, è vero, il nome del cliente ma non necessariamente quello della banca. In altre parole, le «fishing expedition» saranno escluse dalla lista delle opzioni. Ma il sistema concordato con Londra e Berlino, secondo Berna, corrisponderà comunque a uno scambio automatico di informazioni per i redditi di capitale. Almeno nel lungo periodo.

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