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Svizzera disposta alla trattativa sul segreto bancario

In Svizzera sia tra i banchieri che in Parlamento si allarga lo schieramento di quanti sono disponibili a discutere di scambio automatico di informazioni bancarie e fiscali, seppure ad alcune condizioni, in particolare sul fatto che le nuove norme siano adottate da tutte le piazze finanziarie principali. Una conferma è venuta ieri da un portavoce del ministero elvetico delle Finanze, che ha affermato che Berna è pronta a discutere, a patto che lo scambio automatico «diventi uno standard internazionale». Indiscrezioni di stampa hanno anche indicato che la Svizzera sarebbe pronta ad abbandonare il segreto bancario già a partire dal 2015, come ha già detto di voler fare il Lussemburgo. Ma su questa data nella Confederazione non ci sono conferme.
Dopo l’ulteriore offensiva contro il segreto bancario da parte di Usa, Ue, G20, Ocse, in Svizzera si è riacceso il dibattito. Il ministro dell’Interno, Alain Berset, socialista, ha dichiarato che Berna è disponibile a discutere di scambio automatico. Berset ha però aggiunto che «non bisogna essere ingenui, se si cerca una soluzione globale ci sono molti altri Paesi che devono fare dei passi, noi ne abbiamo già fatti». Dopo alcuni compromessi negli anni scorsi, insomma, Berna sarebbe ora disposta a superare il segreto bancario, se però alcuni territori che fanno capo ad Usa e Gran Bretagna, oltre che altre piazze finanziarie europee e asiatiche, facessero lo stesso. Il presidente dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), Patrick Odier, a sua volta nei giorni scorsi si è detto possibilista sullo scambio automatico per il futuro, a patto che tale prassi venga adottata da tutti i Paesi Ocse. Odier ha però anche ricordato la necessità di risolvere il problema del passato, cioè dei capitali non dichiarati e da tempo depositati nella Confederazione. Per questi ultimi, secondo Odier, la soluzione migliore resta il piano elvetico Rubik (bocciato dalla Germania, in vigore con Gran Bretagna e Austria), che prevede una imposta liberatoria anonima per il pregresso. Su Rubik Berna nei mesi scorsi ha trattato anche l’Italia, ma i negoziati ora sono bloccati. «Eravamo arrivati quasi alla fine – ha detto ieri il ministro elvetico degli Esteri, Didier Burkhalter, liberale – quando le difficoltà delle autorità nel trovare le soluzioni per il futuro Governo hanno cominciato a pesare dal lato italiano. Adesso aspettiamo una stabilizzazione».
Di fronte alle evoluzioni sullo scambio automatico, in Svizzera c’è peraltro anche chi vorrebbe invece confermare le norme esistenti sul segreto bancario, soprattutto per i cittadini elvetici ed i residenti. Ieri la sezione giovanile del Partito liberale si è detta favorevole all’iniziativa popolare di legge a sostegno del segreto, promossa da esponenti di partiti di centro e di destra.

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