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Svizzera, censiti 76 mila italiani

Effetto voluntary disclosure sull’euroritenuta Svizzera. Gli italiani che hanno autorizzato le banche elvetiche a fornire informazioni alle autorità fiscali sono passati da 7.400 nel 2014 a 75 mila nel 2016, incremento del 908%. Mentre scende a poco più di 10 milioni di euro (erano 85 milioni di euro nel 2014, quando i clienti non autorizzavano allo scambio automatico di informazioni) la quota che i contribuenti italiani dovrebbero chiedere a rimborso all’Agenzia delle entrate per imposte già versate in Svizzera sulla quota degli interessi (euroritenuta).
Sono questi i dati che emergono dal comunicato stampa dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (Afc) che rivela i numeri relativi dell’euroritenuta applicata dalle banche svizzere e dagli altri agenti pagatori elvetici sugli interessi incassati da parte di persone fisiche residenti in Stati dell’Unione europea, pubblicato ieri il 10 luglio 2017. L’Accordo sulla tassazione del risparmio in vigore tra la Svizzera e l’Unione europea prevede che al termine di ciascun anno la Svizzera riversi a ciascun Paese UE interessato il 75% della ritenuta alla fonte applicata sugli interessi pagati, la c.d. «euroritenuta», in relazione a coloro che non hanno autorizzato la banca o l’agente pagatore a comunicare i propri dati all’autorità fiscale del proprio Stato Ue di residenza.

 

Più scambio automatico e meno euroritenuta – il numero complessivo dei titolari di conto che hanno acconsentito allo scambio automatico di dati fiscali (con riferimento agli interessi) è più che raddoppiato a conclusione del 2016 (350’176) rispetto al 2014 (149’508), segnando il suo traguardo nel 2015 allorché vi è stato di per sé il raddoppio del numero di soggetti che hanno prestato il loro consenso (328’860), in concomitanza con le procedure di voluntary disclosure avviate da molti Stati Ue.

 

Record italiano nel 2015. L’anno 2015 (ovverosia l’anno della Vd) ha segnato per i correntisti italiani il vero record nel panorama complessivo dei clienti europei delle banche svizzere. I clienti italiani che nel 2014 avevano acconsentito allo scambio dei propri dati fiscali sugli interessi erano solo 7.468 e a conclusione del 2015 sono stati ben 62.912, per raggiungere la quota di 75.308 a conclusione del 2016. Un incremento del 908%.

Interessi degli italiani nel 2016 – Per il 2016 le persone fisiche italiane interessate dal pagamento degli interessi hanno incassato tramite le banche svizzere e gli altri agenti pagatori elvetici ben 315.923.140 CHF di interessi, poco meno di 300 mln di euro, di cui soltanto il 12% è stato assoggettato ad euroritenuta nella misura del 35%.

Capitali produttivi di interessi ancora assoggettati a euroritenuta. Presumendo che gli interessi pagati ai correntisti che non hanno acconsentito allo scambio di informazioni fiscali nel 2016 abbiano rappresentato un rendimento medio del 2% del relativo capitale, almeno 10,5 mld di franchi svizzeri sono detenuti in Svizzera da persone fisiche residenti nell’Unione europea e almeno 1,9 mld di franchi svizzeri appartengono a soggetti residenti in Italia.

 

Capitali produttivi interessi in svizzera – Guardando al solo capitale produttivo di interessi assoggettati alle disposizioni dell’Accordo sulla tassazione del risparmio (euroritenuta/scambio automatico di informazioni) e presumendo un rendimento costante medio del 2%, nella sommatoria complessiva dei residenti Ue, risulta una decisa diminuzione (prima del 20% e poi del 10%) di anno in anno, passando da complessivi circa 124 mld di franchi svizzeri a complessivi 88 mld di franchi. Tenendo presente la rilevante modifica del cambio del 2015, sostanzialmente si è passati da circa 99mld di euro a circa 82 mld di euro. Sostanzialmente i capitali sono rimasti in Svizzera, passando dalla detenzione a stretto segreto bancario alla detenzione con autorizzazione allo scambio automatico.

Incasso di euroritenuta dall’erario italiano. La quota di euroritenuta (75%) trasferita dalla Svizzera all’Italia è drasticamente diminuita, passando dai circa 73,5 mln di franchi del 2014 ai circa 10 mln di franchi del 2016. Da tale dato emerge certamente che nel 2014 lo Stato italiano ha incassato mediamente molto di più di quanto sarebbe avvenuto nell’ambito di un regime fiscale dichiarato, soprattutto se si guarda alla quota di investimenti in titoli il cui reddito è meritevole di una tassazione al 12,5%.

Rimborso euroritenuta. Il tema del rimborso dell’euro ritenuta, solo guardando ai dati dell’ultimo triennio è già di per sé rilevante, considerato che si parla solo dei dati svizzeri, senza considerare, quanto meno, quelli acquisibili almeno da Monaco, Liechtenstein e Austria. Se l’occhio dell’osservatore considerasse anche i dati degli anni pregressi, a partire dal 2009 (per i casi di omessa dichiarazione) e dal 2010 (per i casi di infedele dichiarazione), alla luce delle recenti pronunce della giurisprudenza di merito, la questione del rimborso per coloro che hanno aderito alla voluntary disclosure necessita di attenzione particolare sia sul fronte dei contribuenti che dello Stato.

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