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«Sviluppo, decreto utile e migliorabile»

Il decreto sviluppo è «un buon punto di partenza», si tratta di «misure utili che possono essere migliorate». Lo ha spiegato ieri il vicepresidente di Confindustria Aurelio Regina, presentando il documento che contiene le osservazioni di Viale dell’Astronomia al Dl inviate ieri alla Camera dei deputati. Confermato «un giudizio complessivamente e sostanzialmente positivo» ma «le esigenze d’intervento correttivo sono diffuse e numerose» ha ribadito Regina ricordando lo scenario difficile che vive il Paese. L’entrata in vigore del decreto infatti coincide con una fase economica critica: «la produzione industriale continua a calare, la domanda interna arretra e quella estera, pur mantenendosi positiva, accenna a segnali di contrazione, le previsioni economiche per l’anno in corso peggiorano e quelle per il 2013 avranno ancora un segno negativo» ha ricordato il vicepresidente di Confindustria.

Quindi, in questo contesto, le imprese manifestano un «sincero apprezzamento per lo sforzo compiuto dal Governo nel predisporre il provvedimento, che potrà sicuramente offrire un contributo positivo per riavviare un processo di crescita, ma restano anche in attesa dei risultati che concretamente potranno essere prodotti dall’adozione di misure rilevanti sul fronte della spesa pubblica, in particolare dalla spending review».

In particolare, il vice presidente di Confindustria ha osservato che «in campo edilizio, le misure fiscali, per le ristrutturazioni, l’efficienza energetica, la promozione di progetti di riqualificazione urbana, offrono un contributo importante alla ripresa, ma che può essere ulteriormente rafforzato con l’esenzione per tre anni dell’Imu sull’invenduto e la stabilizzazione degli incentivi all’efficienza energetica in funzione degli obiettivi di politica ambientale per il 2020».

Sullo sfondo la crisi del settore dell’edilizia: le stime di una perdita tra 2008 e 2012 del 25,8% degli investimenti complessivi e del 44,4% nella costruzione di nuove abitazioni, con una ricaduta occupazionale che ha portato a mezzo milione di posti in meno. Per Regina è «un peccato che la versione finale del decreto non contenga più l’innalzamento della soglia di compensazione tra debiti e crediti di imposta», un intervento «atteso da tempo dalle imprese». Ma l’affondo più deciso riguarda i temi dell’innovazione e della ricerca: «Confindustria vuole richiamare l’attenzione sull’assenza di misure più incisive poiché ricerca e innovazione sono la leva fondamentale per rilanciare lo sviluppo del Paese». Chiaro il riferimento al ripristino degli incentivi previsti nella prima bozza: al credito di imposta automatico per investimenti in ricerca e innovazione. Per quanto riguarda invece il rafforzamento degli strumenti dedicati all’impiego della finanza privata nelle costruzioni, ha spiegato Regina, «riteniamo importante eliminare il limite triennale al favorevole trattamento fiscale riservato ai project bond e consentire l’impiego della defiscalizzazione sui nuovi investimenti anche in assenza di finanziamento pubblico». Positivo il giudizio sul Piano città e sulle misure per le aree terremotate: «ma va promossa un’attività di analisi sismica del territorio».

Sul fronte trasporti, per il vicepresidente di Confindustria «sono apprezzabili» le misure di sostegno al finanziamento degli investimenti infrastrutturali nei porti, «mentre alcune riserve sono da esprimere sui correttivi introdotti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, in particolare con l’introduzione del meccanismo del silenzio-assenso dopo 60 giorni». Quanto all’energia, «giudizio positivo sulla riduzione dei costi per i settori manifatturieri, in tema di stoccaggio strategico del gas naturale, sulla semplificazione delle autorizzazioni». Ma sulle fasce di rispetto per le attività di prospezione e ricerca di idrocarburi le posizioni cambiano: «Evidenziamo delle riserve – ribadisce Regina – sulla norma che stabilisce una fascia di rispetto più rigida, passando dalle attuali 5 miglia alle 12 miglia». Misura che blocca secondo Confindustria progetti di ricerca «con una riduzione degli investimenti stimati nei prossimi 5-10 anni in 3 miliardi di euro». In materia ambientale apprezzamento per il rinvio del Sistri, ma la richiesta di ripristinare la cosiddetta Tremonti-ambiente «un’agevolazione molto utilizzata dalle imprese» che consente di detassare gli investimenti ambientali per le Pmi. Quanto poi alle modifiche della riforma del Lavoro e sull’ipotesi che sia il Dl sviluppo a contenerle Regina ha precisato: «Quel che «importa non è lo strumento ma è fare presto».

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