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Svalutazioni in modi definiti

Riassorbimento dei minori ammortamenti fiscali al realizzo del bene e solo in dichiarazione. Nell’ipotesi di una svalutazione di un bene materiale strumentale, senza adeguamento del piano di ammortamento tarato sulla vita utile residua, infatti, le quote di ammortamento non dedotte fiscalmente possono essere riassorbite nell’ambito della dichiarazione dei redditi. Queste le indicazioni dell’Agenzia delle entrate che, con la risoluzione n. 98/E di ieri è ritornata sul trattamento tributario delle svalutazioni eseguite ai fini civilistici sui beni materiali strumentali.

La società istante, nell’interpello presentato, ha evidenziato di aver proceduto, nel corso del 2011, alla svalutazione di alcune immobilizzazioni materiali a seguito di un’acclarata perdita di valore delle stesse; si tratta di una società che produce energia elettrica e che ha subito una riduzione della capacità produttiva delle proprie centrali idro e termoelettriche.

Il valore delle immobilizzazioni è stato ridotto al fine di allinearlo al valore recuperabile tramite l’uso e di aver recuperato fiscalmente la svalutazione eseguita ai soli fini civilistici, mantenendo costante il piano di ammortamento, non avendo eseguito una modifica alla vita residua delle centrali.

Inoltre, la società ha contabilizzato, anteriormente alla svalutazione, quote di ammortamento inferiori a quelle massime fissate dal dm 31/12/1988, portando in aumento del reddito la svalutazione eseguita nel periodo d’imposta in cui la stessa è stata eseguita.

Pertanto, la società si è posta il problema se la parte di quote di ammortamento di natura fiscale non dedotta possa essere recuperata in ciascun periodo successivo alla detta svalutazione in aggiunta alla quota di ammortamento contabilizzata, se nel 2011 l’ammontare della variazione in aumento della medesima svalutazione debba essere nettizzata della quota di ammortamento fiscale non fruito e, infine, se ai fini Irap l’ammontare della riduzione possa essere dedotto ripartendo il valore fiscale degli impianti sulla base della vita utile residua, come indicato dalla prassi (circ. n. 26/E/2012).

Le Entrate ricordano che, in linea di principio, la svalutazione civilistica può essere riassorbita, ai fini Ires e Irap, con l’utilizzo di variazioni fiscali in diminuzione in sede di redazione della dichiarazione. Pertanto, il riassorbimento fiscale della svalutazione deve avere inizio dall’esercizio in cui la stessa è stata contabilizzata, a condizione che la quota di ammortamento contabile risulti inferiore a quella massima prevista con i coefficienti ministeriali, in ossequio al comma 4, lett. a), dell’art. 109, dpr 917/1986.

Con riferimento al minor ammortamento fiscale e fino ai limiti della misura massima non portato in deduzione nei periodi d’imposta pregressi non potrà essere dedotto a titolo di ammortamento ma potrà essere recuperato solo in sede di eventuale di eventuale realizzo del bene svalutato (cessione, estromissione, autoconsumo o quant’altro).

Per quanto riguarda, infine, l’imposta regionale (Irap) la svalutazione non dedotta deve essere riassorbita con la procedura di ammortamento contabile, ripartendo il valore contabile residuo al lordo della svalutazione fiscalmente non dedotta, sulla base della vita utile residua, con la conseguenza che la quota di ammortamento deducibile risulta pari alla quota dedotta per derivazione, giacché imputata al conto economico, e una quota dedotta attraverso una variazione in diminuzione in sede dichiarativa.

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