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Superminimi, maglie più larghe

Possibilità di accedere al nuovo regime dei superminimi per coloro che abbiano svolto nell’anno precedente delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Via libera per i pensionati che intendono svolgere con partita Iva la stessa attività svolta precedentemente come lavoratori dipendenti.

Sanatoria infine per chi avesse omesso dei comportamenti in linea con le nuove disposizioni della circolare 17/E: entro 60 giorni dalla pubblicazione della stessa è infatti possibile rettificare bonariamente i comportamenti non in linea con quanto affermato dall’Amministrazione finanziaria.

Sono questi, in pillole, alcuni dei principali passaggi forniti dalla circolare n. 17/E emanata dall’Agenzia delle entrate lo scorso 30 maggio.

Le nuove condizioni per il regime dei superminimi. Per accedere al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, oltre alle vecchie condizioni per i regimi dei minimi sancite dall’art. 1, commi 96 e 99 della legge 244/2007 vale a dire di conseguire ricavi non superiori ai 30 mila euro, di non effettuare cessioni all’esportazione, di non sostenere spese di lavoro dipendente o per collaboratori, di non erogare somme sotto forma di utili di partecipazione e di non acquistare beni strumentali di valore complessivo superiore ai 15 mila euro, ne sono state introdotte delle nuove sulla base dell’art. 27 decreto legge 98/2011. In particolare, l’accesso è ammesso a condizione che il contribuente non abbia esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata, l’attività da esercitare non costituisca una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo o venga proseguita un’attività di impresa svolta in precedenza da un altro soggetto ed i ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente non siano superiori a euro 30 mila. Con riferimento al primo nuovo requisito, la circolare ha chiarito tre importanti aspetti: innanzitutto si ritiene che si debba far riferimento non al periodo di imposta ma alla data a partire dalla quale si abbia intenzione di accedere al nuovo regime verificando che eventuali altre attività siano terminate prima dell’inizio del triennio calcolato per l’inizio della nuova. L’esempio portato dall’agenzia prende in considerazione un soggetto che ha cessato la precedente attività il 31 maggio del 2009. Si ritiene opportuno che lo stesso potrà iniziare una nuova attività con il regime agevolativo a partire dal 1 di giugno 2012 senza dover dunque attendere tre periodi d’imposta completi. Gli altri chiarimenti riguardano invece il valore dei beni che come detto non possono superare i 15 mila euro. Andranno considerati in tal valore anche gli acquisti effettuati nei confronti di soggetti non titolari di partita Iva e, con riferimento ai beni utilizzati solo in parte questi andranno inclusi, ai fini del calcolo, per un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi. In ultimo, la circolare chiarisce che anche gli acconti corrisposti movimenteranno il limite dei 15 mila euro in quanto l’operazione andrà considerata limitatamente all’importo pagato.

Con riferimento al secondo requisito, la circolare ha fatto finalmente chiarezza su di un punto che sino a oggi aveva suscitato non pochi dubbi interpretativi. È stato infatti chiarito che non è preclusa l’applicazione del regime per tutte quelle forme di lavoro precario come ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o quelli di lavoro a tempo determinato in quanto si caratterizzano per la loro marginalità. Viene dato anche un parametro quantitativo specificando che tale condizione di marginalità continuerà ad esistere tutte le volte che le suddette tipologie contrattuali vengano svolte per un periodo non superiore alla metà del triennio antecedente l’inizio dell’attività. Ancora, si ritiene che non ricorrano finalità elusive – aggiunge l’Agenzia – nel caso si parli di un lavoratore dipendente che, una volta andato in pensione, svolga la stessa attività in forma di lavoro autonomo. In ultimo, il chiarimento tanto auspicato fa riferimento alla circostanza di aver svolto, nell’anno precedente, prestazioni di natura occasionali. Non rientrando le stesse nel novero dei redditi da lavoro autonomo o di impresa ai sensi degli articoli 55 e 53 del Tuir bensì in quello dei redditi diversi ai sensi dell’art. 67, non costituiscono un limite per l’applicazione del regime.

Ingresso nel regime. Ai fini della modulistica da dover predisporre ed inviare all’Agenzia, la circolare 17/E da interessanti chiarimenti in merito a coloro che desiderino entrare nel regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile con inizio a partire dal 1° gennaio 2012. Nel modello AA9/11 bisognerà innanzitutto barrare, nel quadro B, la casella per l’opzione del regime dei superminimi anziché la vecchia casella del regime dei minimi. Essendo stato il modello di variazione aggiornato recentemente, l’aver flaggato la vecchia dicitura anziché la nuova – chiarisce l’Agenzia – non costituisce errore e necessità dunque di ripresentare il modello. Per i soggetti invece che non abbiano flaggato alcunché in assenza di un preciso riferimento nel modello di inizio attività, l’Amministrazione finanziaria concede una sanatoria prevedendo la compilazione del modello di variazione dati entro sessanta giorni dall’emanazione della citata circolare.

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