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Superborsa, ora è la volta buona

Le trattative di fusione tra le borse di Londra e Francoforte hanno una buona possibilità di avere successo: lo ha affermato l’amministratore delegato della società tedesca, Carsten Kengeter, precisando che Deutsche Boerse ha fatto il suo dovere nell’esaminare le ragioni del fallimento di due precedenti tentativi di fusione prima di avviare i negoziati con la controparte. «Siatene certi, ho studiato le trattative fallite», ha sottolineato Kengeter. «Ho esaminato le questioni che hanno portato al fallimento e, si spera, ho imparato qualcosa, altrimenti non avrei avviato i colloqui.

Sfortunatamente i colloqui sono diventati pubblici».

Deutsche Boerse e London Stock Exchange hanno formalizzato l’avvio di trattative in vista di una fusione alla pari, destinata a creare il maggior gestore borsistico europeo con una capitalizzazione di mercato pro forma pari a 28 miliardi di dollari (25,4 mld euro). Secondo quanto trapelato finora, Kengeter è destinato a diventare l’amministratore delegato della holding che sarà creata per fondere Lse e Deutsche Boerse e avrà sede a Londra.

Il numero uno del gestore della borsa di Francoforte ha aggiunto che il concambio proposto è equo e adeguato. «È una buona offerta dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo», ha risposto Kengeter a chi gli chiedeva, durante un evento, se il gestore tedesco non rischiasse di finire sottovalutato nel quadro dell’operazione. «Se tu confronti i price-earnings di Deutsche Boerse e Lse, Londra è, nei fatti, scambiata su livelli più elevati di valutazione».

L’accordo prevede, in particolare, che gli azionisti del gestore delle borse di Milano e Londra ricevano 0,4421 azioni della nuova holding per ogni titolo Lse detenuto, mentre i soci del gruppo tedesco dovrebbero ottenere un’azione per ogni titolo in portafoglio. Perciò gli azionisti di Deutsche Boerse diventerebbero titolari del 54,4% del capitale della holding e i soci della controparte del restante 45,6%.

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