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Superborsa, c’è l’accordo

La combinazione delle borse di Londra e Francoforte è cosa fatta: un matrimonio da oltre 30 miliardi di euro, calcolati sulla base del valore delle azioni delle due società. Nasce così la superborsa europea, una «fusione tra eguali», come l’hanno definita gli a.d. dei due gruppi, Carsten Kengeter e Xavier Rolet. I top manager hanno parlato di «giusta operazione fatta al momento giusto», da cui emergerà un colosso «leader a livello europeo, il più grande del mondo sulla base delle entrate pro-forma». Un listino capace di fare concorrenza agli altri giganti azionari mondiali, a partire da Wall Street. Proprio dall’Ice, la società che controlla New York, nei giorni scorsi era partita una controfferta, che però non ha fermato l’operazione.

Londra e Francoforte hanno deciso di rompere gli indugi, a tre mesi dal referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea e proprio in vista di questo evento fanno sapere che «andremo avanti comunque, anche in caso di Brexit». È stato calcolato che le due borse messe insieme, per tre anni, produrranno sinergie da 450 milioni di euro all’anno. Il London Stock Exchange, di cui fa parte Borsa italiana, controllerà il 45,6% delle azioni, mentre il 54,4% sarà in mano a Deutsche Boerse, che ha già designato il suo a.d. Carsten Kengeter, ceo e direttore esecutivo della nuova compagnia. Il numero uno di Lse, Donald Brydon, sarà il presidente e David Warren sarà il responsabile finanziario. Lse e Deutsche Boerse prevedono che la fusione si concretizzerà tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Londra e Francoforte manterranno i rispettivi listini e saranno quotate separatamente.

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