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Superbonus in odor di riforma

Proroga del Superbonus fino al 2023 con un ampliamento della misura. È questo in estrema sintesi l’impegno che le forze di maggioranza della camera dei deputati chiedono al governo nella risoluzione votata ieri sul documento di economia e finanza (Def).

Una blindatura della misura da parte del parlamento sui timori di un intervento di riduzione delle risorse per la misura nel Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) che sarà esaminato oggi dal consiglio dei ministri. Guardando agli interventi complessivi indicati nelle schede del Pnrr si evidenzia che al finanziamento dell’ecobonus e del sismabonus al 110% il governo destinerà una cifra complessiva, tra Recovery plan e Fondo nazionale complementare, pari a 18,51 miliardi di euro. Nello specifico (si veda altro servizio a pag. 30), le risorse del Fondo nazionale complementare al Pnrr, pari a 30,04 miliardi di euro, sono suddivise in 29 proposte di investimenti. Tra queste, 8,25 miliardi vanno a ecobonus e sismabonus al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Il Recovery plan prevede 10,3 miliardi già in essere per queste due misure.

La risoluzione sul Def. Tornando alla presa di posizione parlamentare, al punto 16 degli impegni, la maggioranza chiede al governo di «prorogare la misura del superbonus 110% in una prospettiva temporale più ampia fino alla fine del 2023, valutando di includere tutte le tipologie di edifici, ivi compresi quelli del settore alberghiero ed extra-alberghiero e turistico-ricettivo, e in qualunque stato essi siano, al fine di garantire un patrimonio immobiliare energeticamente efficiente a prescindere dalle situazioni preesistenti e in termini assoluti, mediante la semplificazione dell’accesso e degli strumenti operativi e finanziari alla misura».

Proroga e semplificazioni sono i binari su cui, dunque, dovrà muoversi il governo per rafforzare e migliorare lo strumento. In questa direzione sembra comunque andare il ministero dell’economia che, rispondendo a un’interrogazione in commissione finanze alla camera (si veda ItaliaOggi del 22/4/21), ha aperto sia alla possibilità del rinvio sia alla necessità di un riordino per quanto riguarda il moltiplicarsi delle aliquote previste per le detrazioni edilizie.

Il pressing di professioni tecniche e associazioni. L’appello al governo dalla filiera dell’edilizia per la proroga e la semplificazione arriva da Ance, Federcostruzioni, Anaci, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Isi Associazione ingegneria sismica italiana, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale dei geometri, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale periti industriali, Oice. Ieri hanno inviato una nota congiunta: «Dopo mesi di attesa e di rallentamenti legati alla lentezza delle procedure, gli interventi del superbonus 110% stanno finalmente iniziando a partire», evidenziano le categorie e le associazioni, csecondo le quali le informazioni contraddittorie «non fanno altro che generare confusione negli operatori e nei cittadini col rischio di bloccare le iniziative future e in corso di approvazione e generare, tra l’altro, migliaia di contenziosi. Eventuali passi indietro sui bonus per l’edilizia e in particolare sul superbonus», sottolineano imprese, professionisti e amministratori di condominio, «danneggerebbero una indispensabile misura necessaria per centrare gli obiettivi di sostenibilità e di messa in sicurezza degli edifici in cui vivono e lavorano milioni di famiglie».

Semplificazioni allo studio del governo. «Metteremo in campo interventi di efficientamento energetico negli edifici: il 51 per cento degli edifici residenziali e il 39 per cento degli edifici non residenziali sono oggi caratterizzati da scarso rendimento energetico», ha dichiarato Vannia Gava, sottosegretario alla transizione ecologica, nel primo intervento alla videoconferenza del Consiglio europeo dei ministri dell’energia, «In questa direzione, cioè quella di riqualificare gli edifici e, nel contempo dare un forte shock all’economia nel settore edile, va lo strumento del superbonus, che sarà prorogato ed esteso. Accanto all’investimento di carattere economico, il governo italiano sta lavorando per il superamento delle barriere economiche e regolatorie che limitano gli interventi di efficienza energetica negli edifici, dunque ad un pacchetto di semplificazioni. Per arrivare ad una efficace transazione burocratica stiamo prevedendo la completa digitalizzazione dei procedimenti», ha concluso Gava, «e l’implementazione delle banche dati per mettere a sistema tutte le informazioni sulla consistenza e le prestazioni del parco immobiliare».

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