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«Superata la fase critica, ora crescita»

Una «fase acuta» lasciata alle spalle ma un'emergenza che «non finisce e non ci si può rilassare né sul fronte interno né delle politiche per l'Unione». Mario Monti, per primo, non si rilassa e pensa ai «compiti non finiti» e che ancora gli restano da fare, soprattutto quelli imminenti come la riforma del mercato del lavoro. Trova però la sponda sicura di Angela Merkel che già con il suo arrivo, ieri a Roma, ha sottolineato l'esistenza di un asse con il premier italiano facendogli eco nel sostenere che l'emergenza non è finita. Quel «profondo rispetto» di cui la Cancelliera ha parlato riferendosi alle riforme «coraggiose» di Monti segnalano un punto a favore per il premier ma da Berlino arriva un plauso anche verso chi "abita" a Francofore e guida la Bce. «Il lavoro di Monti e di Mario Draghi mi è piaciuto molto, mi rende contenta», dice la Merkel riposizionano l'Italia su uno scacchiere europeo e internazionale ultimamente in crisi per gli episodi tragici in Nigeria e in India. Ma il capitolo di ieri era un altro, si chiama economia e, su questo fronte, il presidente del Consiglio conta di più validi appoggi.
«Abbiamo bisogno di crescere, difenderci insieme in un mondo di grande competitività», dice la Merkel ed è questo il risultato più efficace che porta a casa Monti. L'avvio di una fase post-austerità in cui si mettano in pista azioni europee di cui l'Italia, in recessione, ha bisogno per tentare di risalire la china. Una «scalata» verso le cime impegnative, dicono entrambi usando la metafora della montagna e delle Alpi. E il premier usa proprio il suo impegno full time per smentire le voci su una sua candidatura alla guida dell'Eurogruppo: «Ogni riferimento alla mia persona lo prendo come segno di rispetto per l'Italia: ma le pare che un premier italiano possa assumere anche altri compiti?».
La missione che comincia è «puntare alla crescita e soprattutto all'occupazione giovanile». Questo è il traguardo ora che l'accordo sul nuovo patto di bilancio è firmato. «Dopo il fiscal compact occorre che l'Unione europea entri in una fase nella quale presti analoga attenzione alle politiche per lo sviluppo e il lavoro. E si attrezzi per un'iniziativa che riguardi gli stati membri e si trasfonda in un quadro comunitario». Un programma che inaugura la "fase 2" di cui forse farà parte anche la Tobin tax di cui i due capi di Gioverno hanno ammesso di cercare una posizione comune. Ma è soprattutto la creazione di un mercato unico europeo il "pallino" del premier italiano. «Servizi, innovazione, mobilità del lavoro e industrie di reti: su questi settori intendiamo cooperare strettamente». Forse di questo ambizioso piano si farà il punto nel prossimo appuntamento che è stato già fissato ieri: in estate, in Italia, avrà luogo un vertice intergovernativo con la Germania presieduto da Angela Merkel.
Insomma, il baratro per l'Italia è alle spalle ma solo quello. «Abbiamo arrestato la tendenza tettonica in direzione sud orientale che stava trasportando la penisola italica verso la penisola ellenica», ha detto Monti che sulla capacità di rimborsare il debito ha aggiunto con una punta di orgoglio che «l'Italia non ha chiesto aiuti al fondo salva Stati, anche se devo dire che qualche volta siamo stati sollecitati, ma abbiamo preferito fare con le nostre forze. Ricordo che pur essendo tra i Paesi che sostengono la necessitá di adeguati firewalls, non abbiamo ottenuto né, soprattutto, chiesto aiuti».
Il difficile per Monti comincia già oggi, vigilia di un incontro con i tre segretari di partito che si preannuncia complicato per il suo inserimento nell'agenda del Governo del capitolo-giustizia. E per una riforma del lavoro ancora molto in salita.

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