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Superammortamenti a 4 ruote

Superammortamenti anche per auto e beni strumentali inferiori ai 516,46 euro. I beni agevolabili devono però essere nuovi e strumentali all’attività d’impresa e di lavoro autonomo. Nessuna agevolazione invece per i beni immateriali. Per i mezzi di trasporto a motore acquistati o utilizzati in leasing l’agevolazione introdotta dalla legge di stabilità 2016 influirà sia sui limiti massimi di rilevanza dei costi di acquisizione sia sui successivi ammortamenti annuali o canoni leasing deducibili, rimanendo però invariata la percentuale di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi previsti nell’articolo 164 del Tuir. Confermata la irrilevanza dei maxi ammortamenti per la determinazione delle plusvalenze o minusvalenze di cessione fiscalmente rilevanti mentre in caso di mancata fruizione, in tutto o in parte, dell’agevolazione spettante in un periodo d’imposta non sarà possibile il recupero negli esercizi successivi. Sono tra i chiarimenti contenuti nella circolare n. 26e di ieri con la quale l’Agenzia delle entrate ha esaminato l’agevolazione contenuta nell’articolo 1, commi da 91 a 94 e 97, della legge n. 208 del 2015.

Soggetti ammessi. L’agevolazione si applica sia ai titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano, sia ai titolari di redditi lavoro autonomo, anche in forma associata. Potranno godere dei maxi ammortamenti anche i soggetti in regime dei minimi e in regime di vantaggio. Esclusi invece dall’agevolazione i nuovi forfettari che determinano il reddito attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi. Per le aziende date in affitto o in usufrutto, in assenza di deroga convenzionale all’articolo 2561 del codice civile, la maggiorazione degli ammortamenti spetterà all’affittuario o all’usufruttuario. In caso di deroga alla regola civilistica suddetta, sarà il concedente l’azienda a poter beneficiare dei maxi ammortamenti.

Investimenti ammissibili. Agevolabili i beni strumentali nuovi acquistati da terzi in proprietà o in leasing nonché i beni realizzati in economia o mediante contratto di appalto. L’importante è che tali beni oltre che nuovi, siano anche strumentali rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria della maggiorazione. Il beneficio, ricorda inoltre la circolare n. 23/e, può essere riconosciuto solo per i beni materiali pertanto nell’ipotesi di spese sostenute per migliorie su beni di terzi non di proprietà dell’impresa, le stesse saranno agevolabili solo se iscrivibili come immobilizzazioni materiali. Quando le spese da capitalizzare saranno invece da iscrivere fra le altre immobilizzazioni immateriali non sarà invece possibile accedere ai maxi ammortamenti di cui alla legge n.208/2015. Per quanto riguarda i beni strumentali nuovi di importo inferiore ai 516,46 euro è confermata la possibilità di deduzione integrale nell’esercizio di loro entrata in funzione anche se il costo del bene superi l’importo di euro 516,46 per effetto della maggiorazione in questione.

Ambito temporale. Per l’esatta collocazione temporale dei beni agevolabili la circolare in commento richiama espressamente le regole generali di competenza previste nell’articolo 109 Tuir e quelle previste nell’articolo 102 del Tuir in relazione all’entrata in funzione dei beni che devono ritenersi applicabili anche ai soggetti esercenti arti e professioni. Per i beni in leasing rileverà dunque il momento in cui il bene viene consegnato all’utilizzatore con possibilità di slittamento in avanti nell’ipotesi in cui sia previsto il collaudo positivo da parte del locatario. Regole particolari anche per i beni realizzati tramite contratti di appalto. In queste situazioni infatti i costi si considerano sostenuti dal committente alla data di ultimazione della prestazione ovvero alla data in cui l’opera o porzione di essa, risulta verificata ed accettata dal committente.

Fruizione del beneficio. La circolare di ieri precisa che il beneficio si sostanzia, di fatto, in un incremento del costo di acquisizione del bene pari al 40% dal quale deriva un aumento della quota annua di ammortamento o dei canoni di leasing finanziario deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Tale maggiorazione non rileverà invece ai fini ai fini del calcolo della plusvalenza o della minusvalenza derivante dalla cessione futura del bene che andrà calcolata sulla base degli ammortamenti fiscali ordinari, al netto cioè della maggiorazione suddetta. La deduzione dei maxi ammortamenti o dei maxi canoni di leasing avverrà dunque in via extracontabile attraverso specifiche variazioni in diminuzione da apportare in dichiarazione dei redditi.

In linea generale il beneficio concesso dalla legge di stabilità 2016 può cumularsi anche con altre misure di favore operanti sullo specifico investimento, salvo che non vi siano espressi divieti di cumulo nelle altre misure agevolative. Se in un periodo d’imposta il contribuente fruisca del beneficio in misura inferiore a quella consentita, la differenza non dedotta diverrà invece irrecuperabile e dovrà considerarsi definitivamente persa.

Andrea Bongi

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