Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Super multa a Google “Così ha bloccato la app di Enel X”

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo deve mettere tutti nella condizione di poter svilupparsi. Perché è dimostrato che quando c’è più concorrenza le tecnologie diventano più efficaci ». Non può che essere soddisfatto Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X. La società che guida dal 2017 – e che si occupa delle nuove tecnologie legate alla trasizione energetica e alla mobilità urbana – ha visto le sue ragioni accolte dall’Antitrust. L’Autorità per la tutela del mercato ha condannato Google a una sanzione di 102 milioni per violazione del Trattato sul funzionamento della Ue: attraverso il sistema operativo Android e l’app store Google play, Google detiene una posizione dominante che le permette di favorire la sua Google Maps, danneggiando le applicazioni di altre aziende.
Ma in tutto ciò che ruolo ha giocato Enel X? Secondo l’Antitrust, come si legge nella sua decisione annunciata ieri, Google non ha consentito all’app JuicyPass (di proprietà della società controllata dall’ex monopolista) l’interazione con Android Auto, funzione che consente di utilizzare le app quando le persone sono al volante nel rispetto dei requisiti di sicurezza e senza distrazioni.
Oltre alla multa, l’Autorità ha imposto a Google di rendere disponibile su Android Auto l’applicazione di Enel X che, tra le altre cose, permette la ricerca e la prenotazione di una colonnina per auto elettrica, oltre a tutte le procedure di ricarica. E di fatto chiede a Google di non favorire più la sua app Google Maps, che al suo interno ha anche la funzione di ricerca delle colonnine.
Un portavoce di Google ha così commentato la sentenza: «La priorità numero uno di Android Auto è garantire che le app possano essere usate in modo sicuro durante la guida. Per questo abbiamo linee guida stringenti sulle tipologie di app supportate, sulla base degli standard regolamentari del settore e di test sulla distrazione al volante».
Venturini, invece, la vede diversamente. «Google aveva sviluppato linee guida secondo standard di sicurezza fatte per la messaggistica e la musica. Ma qui stiano parlando di qualcosa di diverso. Come Enel X abbiamo creato JuicePass per accedere alle nostre stazioni di ricarica e nel 2018 abbiamo sviluppato l’interfaccia per poter essere visibili sugli schermi delle auto compatibili col sistema di Google e ora siamo nel 2021: in questi tre anni non abbiamo avuto la possibilità di essere inclusi tra le app utilizzabili. Se un automobilista avesse voluto usarla, per rispettare le regole, avrebbe dovuto fermarsi, accedere alla nostra app, cercare la colonnina e avviare il processo di prenotazione della ricarica. L’Antitrust ha detto che c’è un vantaggio competitivo che non permette ad altri, se sono bravi, di competere ad armi pari sul mercato».
Per l’Antitrust, la sentenza va oltre la multa: considerevole in valore assoluto, ma poca cosa per un colosso che ha appena dichiarato 17,9 miliardi di dollari di profitto nel primo trimestre. L’Authority non ha agito soltanto nel suo ruolo di “censore” di episodi in cui vengono distorte le regole della concorrenza. Ma ha ribadito anche il suo potere di indicare i comportamenti corretti. Nell’ambito delle direttive Ue, sottolineano ancora dall’Antitrust, ma potendo intervenire nell’ambito del mercato locale di competenza.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Cina cresce, ma continua a farlo a passo molto più lento del previsto. Archiviato lo strabilian...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quota 102 come erede, per un periodo transitorio di due anni, di Quota 100 per anticipare la pensio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’articolo 4 della delega al Governo per la revisione del sistema fiscale prevede, tra l’altro,...

Oggi sulla stampa