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Super-Ires senza distinzioni

Si avvicina il primo versamento della maggiorazione Ires introdotta dal Dl 138/2011 per le società di comodo, e puntuali sono arrivate le precisazioni dell’agenzia delle Entrate, con la circolare 3/E/2013. Sono stati risolti, dunque, i dubbi sulle «categorie» di società di comodo cui applicare la maggiorazione, e sull’entità del reddito assoggettabile al prelievo del 38 per cento. Sono stati analizzati, inoltre, i regimi di trasparenza e del consolidato domestico per valutare l’impatto della maggiorazione Ires.
La maggiorazione Ires è liquidata nel quadro RQ del modello Unico SC, sezione XVIII, da parte della società di capitali di comodo, oltre all’ipotesi in cui la società, pur non essendo di comodo, si veda attribuito un reddito per trasparenza da una società di persone di comodo. In questo caso, dal momento che la società di persone non può liquidare la maggiorazione Ires, l’importo del 10,5% è determinato e versato dalla società di capitali partecipante.
Un primo chiarimento arrivato dalla circolare 3/E del 2013 riguarda le categorie di società di comodo interessate dalla maggiorazione. Ormai il mondo delle società di comodo si divide tra quelle non operative (per le quali il test applicato sui beni dell’attivo patrimoniale determina ricavi presuntivi superiori rispetto a quelli effettivi) e quelle in perdita sistematica.
Secondo un’interpretazione strettamente letterale (ma non molto razionale) dell’articolo 2, comma 36-quinquies, del Dl 138/2011, sarebbe stato possibile concludere che la maggiorazione Ires fosse applicabile solo alle società non operative. La circolare 3/E/2013 afferma, invece, che la maggiorazione Ires si applica sia alle società di comodo perché non operative, sia a quelle di comodo perché in perdita sistematica. Sono escluse, viceversa, le società di persone che pure sono definibili di comodo per uno dei due motivi citati (o anche per entrambi), ma che, presentando una obbligazione tributaria propria e appartenendo al mondo dei soggetti Irpef, sono estranei a qualunque versamento di Ires.
Un caso a parte è quello della società di persone di comodo partecipata da una società di capitali: in questo caso, sarà la società partecipante a versare l’Ires e la maggiorazione sul reddito di comodo imputato per trasparenza.
Un secondo chiarimento riguarda il reddito su cui applicare l’agevolazione. Con un’interpretazione letterale dell’articolo 2, comma 36-quinquies, la circolare collega l’obbligazione al versamento della maggiorazione Ires alla circostanza che la società sia di comodo, aggiungendo che la base imponibile non è il reddito minimo figurativo, bensì quello effettivamente dichiarato. Questa tesi porta alla situazione penalizzante – ma effettivamente possibile – di una società in perdita triennale 2009/2011, che nel 2012 dichiara un reddito rilevante senza presentare cause di esclusione o di disapplicazione: in questo caso, la maggiorazione Ires si applica sul reddito imponibile, anche se superiore a quello minimo, al netto delle perdite pregresse compensabili. Quest’ultima situazione merita un approfondimento, poiché la combinata applicazione della maggiorazione Ires e del riporto delle perdite è tutt’altro che agevole. In questo senso è di aiuto anche la circolare 25/E/12, quando ha correttamente affermato che per il calcolo dell’80% del reddito compensabile si assume in prima istanza quello effettivamente imponibile (si suppone superiore a quello minimo): poi, se il 20% derivante dalla compensazione è superiore al reddito minimo figurativo, la tassazione (e la maggiorazione) si applica su questo dato; se inferiore, si applica sul reddito minimo.
Su questo punto, la circolare 25/E aveva proposto l’esempio seguente:
– reddito 70, reddito minimo 30, perdite pregresse 100;
– compensazione 70 per 80% = 56;
– reddito teorico imponibile: 14, ma dato che il reddito minimo è 30 (superiore a 14), questo è l’imponibile definitivo, e la perdita è utilizzata solo per 40, mentre 70 viene riportata a nuovo.
La circolare 3/E ricorda che dal reddito minimo (o effettivo, se superiore) sono deducibili le agevolazioni fiscali, quindi anche la maggiorazione Ires terrà conto di questo dato, tanto che l’aliquota del 10,5% si applica nel rigo RQ 62, colonna 6 di Unico SC, rigo che viene prima nettizzato dell’importo dell’Ace fruibile, sia per rendimento nozionale spettante nel periodo 2012, sia per quello eventualmente non utilizzato e riportato a nuovo dal periodo 2011.

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