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Super-Inps, Fornero spegne l’allarme

Il buco c’è, ma le pensioni non sono a rischio. Anche perché la sostenibilità del sistema è stata certificata da organismi europei e internazionali. Il giorno dopo l’allarme lanciato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, sia il presidente dell’Istituto Mastrapasqua che il ministro del Lavoro Fornero intervengono per stemperare le polemiche e tranquillizzare.
Il rosso di quasi 6 miliardi quest’anno (e 7 miliardi nei prossimi due) nel bilancio della Super-Inps, zavorrato dall’Inpdap al momento della fusione disposta dal Salva-Italia (anche con Enpals, in attivo però), «è conosciuto dallo Stato, non mi sembra che ci siano fatti nuovi, sapevamo che l’Inpdap era in profondo squilibrio », conferma la Fornero. Che poi secca assicura: «Sarebbe stato coperto e sarà comunque coperto adesso». Lo farà lo Stato, ma «cambierà solo la modalità, perché non credo ci sia un trasferimento diretto, come avveniva quando l’Inpdap era separato dall’Inps». Piuttosto, «penso che l’Inps anticipi e poi lo Stato restituisca», dice il ministro alla Commissione bicamerale sugli enti previdenziali. Ancora più netto Mastrapasqua: «Nessun allarme e soprattutto nessun allarmismo, poiché si tratta
di un buco solo contabile. Un disavanzo sempre coperto dallo Stato che continuerà a farlo. Nulla cambia». Per il presidente Inps, che difende il suo operato («nessuna autocritica»), «la sostenibilità va oltre un bilancio». Perché «un bilancio rappresenta i numeri, non una tendenza» e qui «i numeri sono incontrovertibili », in quanto «certificati» da Commissione europea, Ocse, Banca d’Italia che hanno dato sempre una pagella positiva a tutte le riforme delle pensioni fatte dall’Italia, «compresa l’ultima Monti-Fornero».
Ancora inquieti i sindacati, che siedono al tavolo del Civ, assieme a Confindustria, e due giorni fa, pur approvando il bilancio di previsione 2012 del-l’Inps, hanno chiesto al governo un intervento tempestivo. Anche perché con la spending review che taglia 24 mila dipendenti pubblici e allunga per altri due anni il blocco del turn-over (una sola assunzione ogni cinque uscite e dunque meno contributi), la situazione rischia di deteriorarsi. «Siamo di fronte ad uno dei tanti errori fatti con una riforma delle pensioni così accelerata: glielo avevamo detto allora, che l’Inpdap portava con sé dei problemi», accusa Susanna Camusso, Cgil. Ora però «non si può scaricare l’errore sui pensionati e pensionandi» o peggio «sul fondo pensione dei lavoratori dipendenti», uno dei pochi in attivo. Per Luigi Angeletti, Uil, sarà lo Stato «a garantire la copertura del buco, per forza, perché è ovvio che i contributi dei lavoratori privati non possono pagare le pensioni di tutti».
Mentre Maurizio Petriccioli della Cisl chiede che «il disavanzo Inpdap venga gestito tramite una contabilità separata» e «lo Stato provveda alla copertura, come avveniva in precedenza, assicurando il pagamento delle pensioni».
Il Pdl, con Crosetto, chiede al governo di chiarire la situazione. Così anche l’Idv che invita la Fornero a riferire in Senato, ricevendo un primo assenso del ministro: «Quando me lo chiederanno, certo che sarò disponibile». Per ora, il Super-Inps tiene. E anche il suo Super buco.

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