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Super-forfettino per fare impresa

di Alessandro Felicioni 

Sarà un mix tra forfettino e forfettone la nuova, unica, agevolazione per le nuove (ma non solo) attività produttive e di lavoro autonomo; con qualche brutta sorpresa per chi si vedrà tagliato fuori, all'improvviso, dal regime dei minimi; l'articolo 27 del dl sulla manovra correttiva, varato giovedì scorso e trasmesso ieri al presidente della Repubblica, punta sulla rimodulazione e concentrazione degli incentivi fiscali con lo scopo dichiarato di favorire la costituzione di nuove imprese o di nuove attività professionali ad opera di giovani o soggetto che hanno perso il posto di lavoro.

Proprio l'esigenza di tutelare contemporaneamente due categorie spesso anagraficamente distanti, la norma definitiva perde il limite dei 35 anni previsto nelle versioni precedenti; resta tuttavia chiaro che la norma è diretta alle iniziative avviate dai giovani visto che vengono posti stringenti limiti con riferimento all'attività esercitata in precedenza.

Evidentemente la presenza del limite anagrafico avrebbe resto del tutto sterile l'iniziativa per i lavoratori in mobilità.

In ogni caso la nuova misura dell'imposta sostitutiva dell'irpef e dell'irap è fissata al 5%, in luogo del 20% previsto dal regime dei minimi (forfettone) e del 10% del regime delle nuove iniziative produttive (forfettino). L'agevolazione si applica a decorrere dal 2012 per i primi cinque anni di attività anche per coloro che svolgono già attività d'impresa purché avviata dopo il 31 dicembre 2007.

Come si vede, dunque, il regime è temporaneo a differenza del forfettone; tant'è che per i soggetti esclusi dalla agevolazione ma potenzialmente rientranti nel regime dei minimi sono previste disposizioni ad hoc.

I requisiti soggettivi ed oggettivi contemplano quelli previsti dai due regimi in vigore: oltre la data di avvio dell'attività, infatti, è necessario che il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; che la nuova attività non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni e che nell'ipotesi di continuazione di un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30 mila euro. Quest'ultimo requisito diverge da quelli previsti per le nuove iniziative imprenditoriali e consente di godere dell'agevolazione anche per attività già costituite (purché in possesso dei limiti di fatturato).

Come anticipato particolare attenzione deve essere posta ai soggetti che, pur avendo i requisiti per poter accedere al vecchio regime dei minimi, non hanno quelli qui ricordati. È il caso, ad esempio di attività costituite come prosecuzione di precedenti svolte sotto forma di collaboratore o lavoratore; per tali attività era possibile accedere al regime dei minimi ma non a questo «super forfettino». Ebbene per tali soggetti è prevista la possibilità di fruire ancora di agevolazioni contabili e di semplificazioni in ordine agli obblighi dichiarativi e di versamento. In particolare tali soggetti sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'Iva.

Si legge poi che i soggetti esclusi dal nuovo regime ma con i requisiti previsti da quello vecchio, sono esenti dall'irap. Tale esenzione così come la specifica indicazione di non dover provvedere ai versamenti periodici dell'Iva, lasciano intendere da un lato che l'Iva va liquidata e versata (seppur annualmente) e dall'altro che non si applicherà più alcuna imposta sostitutiva ma l'Irpef con le ordinarie aliquote. Tant'è che per i soggetti nel limbo, tra vecchio e nuovo regime dei minimi, è prevista la possibilità di optare per l'applicazione del regime contabile ordinario. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata. Il regime di favore (compreso quello dei minimi così come rideterminato) cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni previste.

Come come anche indicato dallo stesso legislatore, l'intervento si muove nella direzione non di introdurre un ulteriore regime fiscale agevolato quanto, piuttosto, di rimodulare e concentrare quelli esistenti sulle esigenze di sviluppo dell'imprenditorialità giovanile e della ricollocazione di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. L'aliquota dell'imposta sostitutiva è indubbiamente appetibile; altresì appetibili sono le semplificazioni contabili e dichiarative, tutte ereditate dal vecchio regime dei minimi. Quel che cambia è la filosofia di fondo; si passa da un'agevolazione permanente a una limitata nel tempo (seppur cinque anni rappresentano un periodo molto vasto per l'avvio di una nuova iniziativa produttiva). Inoltre l'agevolazione sposa la ratio del forfettino incentivando le nuove iniziative ma senza subire le limitazioni dell'agevolazione del 2000. Nulla vieta, infatti che possa essere un'attività già esistente a godere della nuova agevolazione, purché, ovviamente, il soggetto abbia i requisiti richiesti. Così, il bonus apre anche a possibili ricambi generazionali, magari di attività in declino che però possono essere rivitalizzate con l'innesto di forze nuove. Così come la misura pare particolarmente adatta ai manager fuoriusciti dalle amministrazioni pubbliche (ma anche private) per favorirne la ricollocazione sul mercato con l'apertura di una loro partita Iva.

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