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Super black list, Svizzera fuori

di Gabriele Frontoni  

Svizzera fuori dalla super black list italiana dei paradisi fiscali. Nei prossimi mesi il governo di Roma si impegnerà a «intraprendere i passi diplomatici necessari per riallacciare il dialogo con l'esecutivo svizzero nell'intento di promuovere e tutelare gli interessi dell'Italia». È quanto emerso ieri al termine di un ampio dibattito tenutosi alla Camera dei deputati sul tema dell'imposizione del frontalierato e della doppia imposizione Italia-Svizzera. Ben cinque le mozioni presentate su iniziative relative ai difficili rapporti tra i due paesi, entrati in crisi all'indomani della crociata lanciata dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti, attraverso l'ultimo scudo fiscale e la definizione di una lista nera di paesi a rischio evasione internazionale. Con riferimento alla doppia imposizione e alle altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, Giovanni Reguzzoni della Lega, Franco Narducci del Partito democratico, Enzo Raisi di Fli, Giovan Luca Galletti dell'Udc, oltre a Cosimo Ventucci e Antonio Razzi (Pdl e Responsabili) hanno sollecitato Roma a riprendere quanto prima il dialogo con Berna sui temi caldi ancora non risolti. In base ai testi approvati ieri a Roma, dunque, il governo italiano si è impegnato a non lasciare nell'incertezza i 55 mila frontalieri italiani occupati in Svizzera, tutelando il loro diritto, al pari trattamento salariale rispetto ai colleghi svizzeri e stranieri residenti, affrontando allo stesso tempo, sul piano politico, la minaccia formulata da Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi, di far licenziare 13.500 frontalieri italiani. Non solo. L'Italia ha acconsentito ad accettare anche la sfida di assumere iniziative appropriate sul piano politico e diplomatico per la piena applicazione della convenzione con la Confederazione elvetica per evitare le doppie imposizioni e per regolare altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Un atto fondamentale per mantenere invariata la quota delle trattenute fiscali retrocesse dalla Confederazione elvetica ai comuni italiani compresi nella linea di demarcazione di 20 chilometri dal confine italo-svizzero. «Abbiamo posto l'accento su una questione fondamentale per tutti i Comuni di confine e per questa importante categoria di lavoratori che è nostro dovere difendere», ha spiegato il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni. «La soddisfazione è ancora più grande», ha aggiunto Jonny Crosio della Lega, «perché è stata accolta la proposta del Carroccio volta a escludere la Svizzera dalla black list». Il riferimento è alla super black list antiriciclaggio regolata dall'articolo 36 del dl 78/2010 in cui oltre al Paese dello scudo crociato dovrebbe rientrare anche San Marino. Al momento, tuttavia, l'elenco dei cattivi è stato bloccato dal ministero per dare il tempo ai tecnici di via XX Settembre di effettuare un supplemento di indagini necessario a verificare il numero delle società fiduciarie effettivamente presenti in questi stati.

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