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Super anagrafe dei conti, chance «taglia-sanzioni»

Ultimi chiarimenti sull’archivio dei rapporti finanziari prima dell’invio dei dati da effettuarsi entro fine mese dagli intermediari. L’agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito alcune risposte a frequenti domande sulle comunicazioni cui sono tenuti tutti gli intermediari finanziari per i rapporti intrattenuti con i contribuenti. I chiarimenti si sono resi necessari per dirimere gli ultimi dubbi sulle comunicazioni dei dati in base alle nuove regole previste per il 2016.
I soggetti obbligati
Gli operatori finanziari sono tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria una serie di informazioni che confluiscono nell’archivio dei rapporti finanziari. Il Dl 201/2011 ha introdotto un ulteriore obbligo consistente nell’invio periodico dei saldi delle movimentazioni risultanti per ciascun cliente. In particolare si fa riferimento ai rapporti attivi al 1° gennaio 2011 nonché quelli accesi successivamente, escludendo pertanto quelli estinti alla data del 31 dicembre 2010.
La comunicazione è a carico degli operatori finanziari indicati all’articolo 7, comma 6, del Dpr 605/1973, ossia: banche, Poste italiane Spa, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario, come holding e Confidi.
I dati
L’adempimento consiste in due comunicazioni, una mensile e una annuale, contenenti dati differenti, successivamente riscontrati dal sistema informatico dell’amministrazione. L’invio mensile riguarda i dati anagrafici e i codici fiscali, il tipo di rapporto attivato o cessato con l’intermediario e il ruolo rivestito dal soggetto (se titolare, delegato, eccetera). Sono incluse anche le operazioni extra-conto sia riferite a chi è già in possesso di altri rapporti presso il medesimo intermediario, sia a clienti occasionali.
Con la comunicazione annuale, invece, vanno inviati i saldi, i movimenti e la giacenza media riferibili al rapporto già comunicato in precedenza.
I dati vanno inviati attraverso il canale telematico (Sid, ossia sistema interscambio dati) e successivamente sono riscontrati dall’amministrazione che segnalerà eventuali incongruenze.
Termini di invio
La comunicazione mensile va inviata entro il mese successivo, ma per il 2016 è stata prevista una deroga. Infatti, il provvedimento del 25 gennaio 2016, ha stabilito che le comunicazioni di gennaio e febbraio possono essere inviate entro il 30 aprile 2016, insieme a quella di marzo.
La comunicazione annuale va inviata entro il 15 febbraio di ciascun anno, ma anche per questa ipotesi il predetto provvedimento ha previsto una proroga al 31 marzo 2016.
Esito
L’agenzia delle Entrate riscontra il file inviato e rilascia una ricevuta di avvenuta presentazione ovvero di scarto, con l’indicazione delle irregolarità riscontrate. In tale ultimo caso, l’intermediario dovrà provvedere a un nuovo invio entro cinque giorni lavorativi successivi.
L’Agenzia comunica altresì l’eventuale incongruenza dei dati contenuti nella comunicazione con quanto risultante nella banca dati dell’Archivio dei rapporti mediante un esito che riporta tutte le anomalie. L’intermediario dovrà così provvedere alla correzione degli errori anche attraverso una nuova trasmissione del file. In tale ipotesi, l’invio deve essere effettuato entro i due mesi successivi alla ricezione dell’esito negativo della comunicazione.
Sanzioni
La violazione degli obblighi di comunicazione è sanzionata da 2mila a 21mila euro, ridotta alla metà se la trasmissione avviene nei 15 giorni successivi, secondo le previsioni contenute nell’articolo 10 del Dlgs 471/1997.
Dagli ultimi chiarimenti forniti dall’Agenzia, è emerso che gli invii della comunicazione annuale sono fuori termine oltre i 90 giorni dalla scadenza naturale. È verosimile, quindi, che entro tali limiti non possano essere irrogate sanzioni.
L’eventuale contestazione è a cura dell’ufficio competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente al quale si riferisce la richiesta/comunicazione.
In proposito l’Agenzia mai ha espresso una posizione ufficiale e persistono ancora dubbi se si tratti di sanzioni tributarie o meno. La differenza è sostanziale poiché ove si considerassero di carattere tributario risulterebbero applicabili gli istituti del ravvedimento operoso e del cumulo giuridico, oltre che della definizione agevolata nella misura di un terzo nell’ipotesi di pagamento entro 60 giorni dalla ricezione del provvedimento.

Laura Ambrosi

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