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Super aiuti per i nuovi mercati

Da oggi i finanziamenti Simest verranno concessi per qualsiasi fiera o mostra in paesi extra Ue, anche se non si tratta del primo evento a cui l’impresa aderisce. Per la partecipazione a fiere o mostre l’incentivo può arrivare fino al 100% del preventivato; mentre il massimo finanziabile per gli studi di fattibilità passa da 100 mila a 150 mila euro se questi studi riguardano investimenti commerciali, e da 200 mila a 300 mila euro se sono per investimenti produttivi. È con due circolari (n. 5 «mostre e fiere» e n. 7 «studi di fattibilità») che Simest attua quanto disposto dall’articolo 14 del decreto Mise 7 settembre 2016 (si veda ItaliaOggi del 25 ottobre e 26 ottobre 2016 ), in merito all’accesso ai finanziamenti agevolati per i programmi di inserimento sui mercati extraeuropei e la salvaguardia della solidità patrimoniale delle pmi esportatrici. Andiamo con ordine.

Partecipazione a mostre e fiere. La domanda di incentivo per la partecipazione a fiere/mostre sui mercati extra Ue deve essere presentata prima della data di inizio dell’evento. Le spese sono finanziabili dalla data di arrivo della domanda a Simest. E sono ammissibili a incentivo se direttamente collegate alla fiera/mostra e sostenute nel periodo di realizzazione del programma; questo decorre dalla data di presentazione dell’istanza stessa e termina 12 mesi dopo la data di stipula del contratto di finanziamento. La durata complessiva è di 3,5 anni di cui 18 mesi di preammortamento (per soli interessi) e 2 di rimborso del capitale. I periodi di preammortamento e rimborso possono essere ridotti su richiesta dell’impresa. L’impresa può presentare più domande di finanziamento; ogni domanda deve riguardare una o più fiere/mostre da realizzarsi al massimo in tre paesi di destinazione.

Studi di fattibilità. Le agevolazioni possono coprire fino al 100% dell’importo delle spese inserite nella «scheda preventivo». Queste possono essere concesse, nei limiti consentiti dall’applicazione della normativa comunitaria «de minimis» ed entro il limite di esposizione dettato per il fondo previsto dalla legge 394/1981. E cioè fino a un importo pari al 35% dei ricavi medi dell’ultimo triennio. L’incentivo non potrà comunque superare quota 150 mila euro per gli studi collegati a investimenti commerciali e quota 300 mila euro per studi collegati a investimenti produttivi. In ogni caso il finanziamento non potrà superare il limite del 12,5% dei ricavi medi degli ultimi tre esercizi. A riguardo si prevede una prima erogazione, compresa tra il 50% e il 70% dell’importo del finanziamento concesso; questa erogazione dovrà essere richiesta entro tre mesi dalla stipula del contratto. L’importo a saldo verrà richiesto entro 18 mesi dalla stipula ed erogato previa presentazione di idonea documentazione di spesa.

Marco Ottaviano

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