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Una super Agea al decollo

Il governo rimette mano ad Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, e ne riscrive compiti, funzioni, governance e modalità di finanziamento. Sopprimendo al contempo Agecontrol spa, la società pubblica che, per conto del dicastero dell’agricoltura e di Agea stessa, effettua verifiche sui prodotti ortofrutticoli destinati ai mercati italiano ed estero. E, soprattutto, fa istruttorie, contabili e tecniche, sugli aiuti Ue erogati all’agroalimentare. In più, cosa non da poco, l’esecutivo interviene sui Caa, i centri di assistenza agricola; questi saranno tutti istituiti sotto forma di società di capitali e, a tendere, avranno requisiti più stringenti per il personale impiegato. Il tutto è previsto da un dlgs, attuativo della delega sul riordino degli enti agricoli disposta dall’art. 15 della legge 154/2016, che andrà presto in Cdm per il via libera definitivo.

Tutte le funzioni di Agecontrol saranno incorporate in Agea, assieme al personale assunto a tempo indeterminato. Con la diretta conseguenza che i compiti del controllore sulla legittimità degli aiuti Pac erogati (oggi in capo ad Agecontrol) verranno assorbiti dal soggetto controllato per le erogazioni effettuate (cioè Agea). Comunque sia, già oggi Agecontrol è totalmente in mano ad Agea, che ogni anno la finanzia con uno stanziamento ad hoc. Nel 2016 questo importo è stato di 20,5 mln di euro. Ma l’acquisizione diretta di funzioni e personale Agecontrol, da parte di Agea, nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbe servire a «produrre una governance molto più snella rispetto all’attuale assetto» e ad «eliminare le duplicazioni nelle strutture amministrative con risparmi netti di spesa e di personale».

I centri di assistenza agricola possono essere costituiti dalle organizzazioni professionali agricole più rappresentative, da proprie associazioni, associazioni di produttori e lavoratori, associazioni di liberi professionisti ed enti di patronato e assistenza professionale che svolgono servizi analoghi a quelli promossi dalle organizzazioni sindacali. Attraverso convenzioni con gli organismi pagatori (Agea e enti regionali riconosciuti in tal senso), i Caa potranno essere incaricati di effettuare alcune attività strategiche in agricoltura, per contro dei propri utenti. E cioè: tenere e conservare le scritture contabili; costituire ed aggiornare il fascicolo aziendale; assistere gli utenti nell’elaborazione delle dichiarazioni di coltivazione e produzione, come nella stesura e nell’invio delle domande di ammissione a fondi Ue, nazionali e regionali. Sempre nell’interesse degli utenti, i Caa potranno interrogare le banche dati del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) presso Agea, per la consultazione dello stato di ciascuna pratica relativa ai propri associati, ma anche accertare ed attestare fatti o circostanze tecniche relative a situazioni o dati che influiscono sull’attività della singola impresa. In più, elevando i requisiti richiesti al personale e le risorse strumentali e tecnologiche in loro possesso, i Caa potranno aumentate la qualità dei servizi erogati.

Il Sian, va ricordato, serve ad Agea per gestire una miriade di attività. Tra queste: il sistema integrato di gestione e controllo (Sigc), incluso il sistema informativo geografico (Gis); il fascicolo aziendale; l’anagrafe delle aziende agricole; il registro nazionale dei titoli all’aiuto; il registro nazionale dei debiti; la Banca nazionale dati degli operatori ortofrutticoli; le attività legate ai controlli.

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